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Porti e sostenibilità

Il viaggio dei porti italiani verso la sostenibilità

C’è grande fermento nei porti italiani che hanno decisamente virato verso la sostenibilità: innovazione tecnologica, digitalizzazione, efficientamento energetico, integrazione tra porti e rete ferroviaria (‘corridoi green’), progressiva elettrificazione dei consumi con fonti rinnovabili e supporto all’adeguamento degli scali e della flotta navale, sono le sei azioni necessarie ed urgenti per contribuire alla lotta alla crisi climatica attraverso la decarbonizzazione del trasporto marittimo.

Il giornale di bordo per questa navigazione è contenuto nel rapporto : “Porti verdi: la rotta per uno sviluppo sostenibile realizzato da Legambiente insieme ad Enel X, (la global business line del Gruppo Enel che progetta e sviluppa soluzioni incentrate sui principi di sostenibilità ed economia circolare) nel quale sono contenute idee e soluzioni per attuare le sei azioni chiave individuate.

Prima di andare avanti; nei porti italiani nel 2019 il volume del traffico merci è stato di circa 479 mila tonnellate, con Trieste, Genova e Livorno nell’ordine ai primi tre posti.

Porti and sostenibilità

La rotta sostenibile dei porti italiani -CC0, public domain, royalty free

Qualche dettaglio del Rapporto

Uno degli elementi intorno al quale far ruotare il processo è  il contributo tecnologico che può arrivare dal “cold ironing“, cioè dalla possibilità di abbattere le emissioni fornendo energia dalla terraferma alle navi ormeggiate in porto ed a motori spenti senza però far venir meno l’erogazione di energia richiesta dalle navi stesse, fino ad azzerare le emissioni se si alimentano con energie rinnovabili.  Di seguito c’è la conversione della flotta navale con mezzi che abbiano un minor impatto ambientale. Gia così si può diminuire l’inquinamento: le emissioni associate a questo settore – viene spiegato nel Rapporto – “Sono stimate in 940 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, pari a circa il 2,5% delle emissioni globali di gas serra“.

Il trasporto marittimo e le attività portuali – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – risultano oggi ancora fortemente dipendenti per i loro consumi dalle fonti fossili. Da anni ci battiamo per ridurre l’inquinamento prodotto dalle navi nei porti delle città ed è arrivato il momento di investire sul cold ironing, una tecnologia oggi matura, e di rafforzare le connessioni con la rete ferroviaria per creare filiere di trasporto merci a basso impatto di carbonio. L’Italia non deve perdere questa preziosa occasione per mettere al centro del Recovery plan interventi che rivestono un ruolo importante nella lotta alla crisi climatica“.

Dunque il tema del cold ironing è centrale. Nel loro lavoro comune Legambiente ed EnelX ricordano che ridurre le emissioni è “una priorità” della “Sustainable and smart mobility strategy” europea ed “un’emergenza indicata da operatori e dall’Organizzazione europea dei porti marittimi“. E che la commissione Ue ha stabilito “l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni legate al settore dei trasporti entro il 2050 e nell’ambito delle misure Green Deal promuove lo sviluppo di alternative sostenibili ai combustibili fossili”.

porti e sostenibilità

La rotta sostenibile dei porti italiani -CC0, public domain, royalty free

Cosa fare nel 2021

C’è anche la prospettiva dell’elettrificazione del trasporto fino a quello a ‘zero emissioni‘ legato all’idrogeno rinnovabile, l’ammoniaca rinnovabile o le batterie da elettricità verde. Mentre sul versante della filiera merci serve “integrare le infrastrutture portuali con quelle ferroviarie, in modo da rendere competitiva la logistica“, con l’attivazione dei “corridoi green‘”. Ed allora ecco cosa bisogna fare quest’anno:

una tariffa elettrica dedicata al cold ironing;

introdurre finanziamenti pubblici per accelerare la transizione;

avviare il processo di elettrificazione e progressività nell’uso di fonti rinnovabili;

road map per l’elettrificazione dei porti; sviluppare infrastrutture ferroviarie nei porti.

Ancora dal rapporto direttamente: “L’abilitazione al cold ironing dei 39 porti italiani del network TEN-T (la rete trans-europea dei trasporti) permetterebbe ogni anno di evitare la combustione di oltre 635mila tonnellate di gasolio marino“.

 

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