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scaffale supermercato con tonno in scatola

Il tonno in scatola è un consumo sostenibile?

Siamo tutti abituati a consumare  il tonno in scatola, che sia al naturale o all’olio d’oliva. Ma si tratta di un consumo sostenibile? Vediamo quali sono le specie di tonno più pescate, le marche più sostenibili e quali sono i requisiti per la sostenibilità di questo alimento.

 

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Crediti immagine: Asundermeier via Pixabay

 

Le specie di tonno e il loro consumo globale

Il tonno è uno dei pesci più consumati nel nostro paese e nel mondo: ne vengono pescate circa 7 milioni di tonnellate all’anno segnalano le Nazioni Unite. Molti paesi dipendono fortemente da questo tipo di pesca  per la sicurezza alimentare e la nutrizione, ma anche per lo sviluppo economico e l’occupazione che derivano dal commercio di questo pesce. Il tonno viene consumato fondamentalmente in due modi: quello in scatola e quello fresco utilizzato nel sushi e nel sashimi.  Nel primo caso si utilizzano soprattutto le specie Tonnetto striato, Tonno Albacore e Pinna gialla, nel secondo caso il Tonno rosso atlantico, il Tonno australe, il Tonno rosso del Pacifico e il Tonno obeso. Queste ultime specie sono consumate soprattutto in Giappone. La FAO segnala che il Tonnetto striato è di gran lunga il più commercializzato (58%).

I 7 milioni di tonnellate che vengono pescati ogni anno rappresentano circa il 20% del pescato globale e circa l’8% dei prodotti ittici commercializzati nel mondo. A causa di queste cifre importanti, è necessario tenere in considerazione che la modalità di pesca  deve essere sostenibile, soprattutto in ottica dell’obiettivo 14 dell’Agenda 2030, che si prefigge la conservazione degli oceani e delle specie che li abitano.

Delle specie citate sono quelle di tonno rosso le specie più a rischio, ma anche il Pinna gialla, a causa del suo alto valore commerciale, è pescato in modo eccessivo.

 

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Crediti immagine: Wikilmages via Pixabay

 

È sostenibile mangiare tonno?

Le Nazioni Unite hanno stimato che il 33,3% dei tonni sia pescato a livelli biologicamente insostenibili, motivo per cui è stata istituita nel 2016 la Giornata mondiale del tonno, che si celebra il 2 maggio.

MSC (Marine Steward Council) ha diffuso un elenco di circa 30.000 prodotti in 100 paesi del mondo che portano il loro marchio e sono quindi certificati come sostenibili. Se invece analizziamo il nostro paese, Greenpeace ha effettuato un’indagine sulla sostenibilità di 11 marche di tonno tra le più acquistate in Italia (rappresentano circa l’80% del mercato di questo prodotto) promuovendo Asdomar e bocciando Mareblu, Mareaperto, Lidl e Auchan. Molte sono invece le marche “a metà” (come Coop, Conad, Riomare, Esselunga ecc.) che sono sulla buona strada per produrre tonno in scatola sostenibile ma non hanno ancora soddisfatto tutti i requisiti.

 

 

I requisiti del tonno sostenibile

Secondo l’analisi citata di Greenpeace, i requisiti per produrre scatolette di tonno sostenibili sono diversi. Innanzitutto c’è da considerare il metodo di pesca. Secondo Greenpeace il metodo migliore è quello a canna, che è il più selettivo, ma purtroppo molto spesso si ricorre ancora alla pesca con i Sistemi di aggregazione per pesci (anche detti FAD). Si tratta di oggetti galleggianti che attirano i pesci, che vengono poi catturati in massa con delle reti. Questo metodo non attira naturalmente soltanto i tonni, ma anche altri pesci, anche specie in pericolo di estinzione, che finiscono inevitabilmente nelle reti e vengono poi ributtati in mare, morti. Un metodo migliore del FAD è quello dei “banchi liberi”, ossia reti di circuizione per circondare i banchi di tonni.

 

 

Un altro requisito per valutare la sostenibilità della scatoletta che si sta acquistando è quello di verificare la specie di tonno presente al suo interno, in modo da evitare quelle che contengono le carni  delle specie a rischio, come per esempio il Pinna gialla. È quindi necessario anche che le aziende produttrici segnalino sull’etichetta il tipo di tonno utilizzato. L’etichettatura è infatti un altro requisito importante: indicare su di essa il metodo di pesca utilizzato e la specie per fornire informazioni utili sul prodotto in questione e sulla sua sostenibilità.

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