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Il terribile impatto dei farmaci sull’ambiente

I farmaci che una volta utilizzati finiscono nell’ambiente hanno effetti devastanti per il territorio e soprattutto per gli animali. Ce ne siamo già occupati col caso del Prozac che in una certa zona dell’Australia sta modificando il comportamento dei pesci. E ci siamo anche occupati di come i farmaci, alcuni in particolare, stiano perdendo il loro effetto su alcune malattie. Ecco perchè le ultime notizie sul consumo di medicine e sull’impatto che queste hanno sul nostro ambiente sono ancora più allarmanti.

L’assunto di partenza è questo: l’inquinamento ambientale da farmaci deriva per il 70% dallo smaltimento umano, danneggia gli ecosistemi e porta allo sviluppo della resistenza antimicrobica.

Qualche numero che coinvolge anche l’Italia

Da 30 anni ad oggi la produzione di farmaci è passata da 63 a 217,5 miliardi di euro; il mercato offre più di 3.000 principi attivi farmaceutici che, una volta assunti, devono essere smaltiti. Secondo il rapporto OSMED dell’Agenzia Italiana del Farmaco nel 2018 nel nostro Paese sono stati spesi 29,1 miliardi di euro in medicine, 482 euro a persona: una dose e mezza al giorno pro capite. Dei 29,1 miliardi totali il 77% è stato a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Le categorie di farmaci più utilizzate sono state quelle per patologie cardiovascolari, gastrointestinali, malattie del sangue e del sistema emopoietico ( gli organi responsabili dell’emopoiesi, cioè della produzione degli elementi cellulari del sangue: i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine), poi gli antidepressivi e per l’apparato respiratorio.

I farmaci devono durare a lungo, avere una notevole stabilità che ne limita la biodegradabilità e per questo rimangono per molto tempo nell’ambiente. Inoltre il comportamento ambientale dei farmaci e dei loro metaboliti è in gran parte sconosciuto. Possono essere biologicamente attivi anche a basse concentrazioni, essere tossici (come i farmaci oncologici) attraversare le membrane biologiche ed avere più caratteristiche contemporaneamente.

L’ingresso di una farmacia

Stabiliti gli enormi ordini di grandezza della questione eccoci a quella dello smaltimento dei medicinali. L’uomo, inteso come essere umano, smaltisce tra il 30 ed il 90% dei farmaci che prende sotto forma di urina e feci. In molti casi i metaboliti dei farmaci (i prodotti del processo del metabolismo: dopo che una sostanza è stata assimilata dall’organismo, subisce un processo di trasformazione che ha la funzione di rendere la sostanza assunta più facilmente assorbibile o eliminabile) rimangono attivi nel terreno. In Europa ci sono 596 farmaci dispersi nell’ambiente: antidolorifici, antimicrobiotici, antidepressivi, contraccetivi, parassitari. Molti di questi anche nell’acqua potabile sia pure in quantità ridottissime.

In 50 paesi del nostro Continente sono presenti  tracce del antidolorifico Voltaren (molto conosciuto) che può creare problemi fisici e di comportamento nella fauna selvatica. Ed i pesci si trovano ad ingerire un cocktail sconsigliato agli umani composto da ibuprofene (antinfiammatorio) e betabloccanti (riducono la forza di contrazione del cuore e la frequenza cardiaca).

Non solo. Ci sono gli allevamenti intensivi dove si fa un uso sistematico degli antibiotici. E le droghe che producono residui di farmaci.

Polvere di cocaina abbandonata

Cosa si fa e cosa si può fare

Secondo uno studio del 2019 –Carbon footprint of the global pharmaceutical industry and relative impact of its major players – pubblicato su Sciencedirect, la produzione di Co2 dell’industria farmaceutica è del 55 per cento superiore a quella del settore automobilistico. 

L’EMA, l’Agenzia Europea dei Farmaci ha rivisto le linee guida per la valutazione dei rischi ambientali dei farmaci prima della loro regolamentazione. Secondo Green Chemistry, un’organizzazione dell’Agenzia degliStati Uniti per la protezione ambientale, i farmaci dovrebbero essere sicuri anche per l’ambiente sin dalla fase di progettazione.

L’Unione Europea ha stabilito 6 aree di intervento per ridurre l’impatto ambientale dei farmaci. Svezia, Svizzera ed Olanda hanno già dei piani per ridurre l’inquinamento delle acque.

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