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Frutta e verdura spreco

Il progetto che salva 71mila chili di frutta e verdura

Evitare gli sprechi alimentari con stile. E con parole d’ordine precise: bella dentro, il gusto del buon senso. Si chiama così, infatti, l’attività destinata al recupero degli ortaggi e della frutta che vanno oltre gli standard… di bellezza. Molto di più che uno slogan che, fortunatamente, inneggia a una politica contro lo spreco alimentare e gli ‘scherzi’ della genetica. Ma in realtà, tutto nella norma, quella della natura. I risultati sono eccezionali: finora oltre 71mila chili di frutta e verdura sono stati salvati dallo spreco e venduti a consumatori più che soddisfatti. Come funziona? Molto semplicemente L’iniziativa salva, infatti, dalla pattumiera i prodotti che sarebbero scartati dalla Grande distribuzione organizzata per una mera valutazione estetica. Insomma, non sarebbero piaciuti ‘visivamente’.

Il progetto ‘Bella dentro’ per salvare frutta e verdura

Bella dentro sprechi

Ma come nasce l’idea? Camilla Archi e Luca Bolognesi sono due giovani milanesi, classe ’88 che, in un giorno qualunque, si trovano coinvolti in un reportage nudo e crudo: National Geographic fa luce sulle dimensioni e l’impatto socio-economico degli sprechi nella filiera agroalimentare. Un punto approfondito sul settore che fa molto pensare, soprattutto quando i canoni presi in considerazione riguardano l’estetica e non la qualità. Più bello che buono, insomma.

Parte proprio da questi standard impostati il progetto su un tre ruote ‘addobbato’ con erba sintetica, di un verde sgargiante che finisce per fare il verso proprio a questa bellezza stereotipata. Nel gennaio 2018, dopo una buona dose di ricerca, studio e attività di formazione tra i campi, nasce “Bella dentro”. E quindi, con i nuovi parametri cercati e tarati sulla sostenibilità, quali filiera corta, made in Italy e prezzo equo, si dà vita ad un’attività imprenditoriale virtuosa. Un’iniziativa ecofriendly sotto ogni aspetto. Con un meccanismo facile: acquistare direttamente dai produttori, valutando la qualità del prodotto e non la sua estetica, per rivenderla ai consumatori. Sfruttando anche le potenzialità del web.

Gli standard della GDO a favore dello spreco alimentare

 

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I dati parlano chiaro: viviamo in una stagione produttiva, in cui i prodotti del settore agroalimentare finiscono, il 70-80% dei casi, nella spazzatura. Sì, buttata direttamente nell’immondizia prima di finire nei reparti di vendita. Gli stessi produttori sanno che non rientrano in determinati standard. Uno spreco che non ha niente a che fare con le proprietà e le qualità del prodotto.

Ma quali sono i parametri utilizzati per stabilire cosa va sugli scaffali della Gdo? La buccia, la dimensione e la colorazione.  Se il calibro, e parliamo di misure, non è negli standard, ad esempio troppo piccolo o troppo grande per passare all’interno di un anello che vale come indice di misurazione, questo già ne stabilisce la sua esclusione alla vendita. Poi, se hanno una buffa forma o semplicemente non sono conformi e sono un problema per il packaging standard e finalizzato alla vendita, poco importa, il giudizio è stato emesso. Vanno scartati A questi valori, si aggiungono i segni di imperfezione o una colorazione disomogenea. Un vero concorso di bellezza per frutta e verdura.

Officina Cooperativa Sociale, ecco come la natura diventa sociale

A questo modello virtuoso, che rivede la demonizzazione dello spreco alimentare, Bella dentro affianca un progetto in divenire, che vede in campo il suo partner Officina Cooperativa Sociale. Formazione e impiego le due parole chiave che danno accesso alla possibilità di dare conoscenza e lavoro a una fetta sociale lasciata spesso in disparte, persone affette da autismo e ritardo cognitivo. Come una regola algebrica, due meno danno come risultato un più.

L’iniziativa di Bella Dentro fornisce la materia prima, quindi frutta e verdura imperfetta, macchinari e la formazione specializzante, e il laboratorio de L’Officina. Da questo processo, proprio come una ricetta con i giusti ingredienti quali la manodopera settoriale, i prodotti di qualità, è il caso di dirlo, qualche piccola attività di trasformazione, ecco venir fuori una linea di confetture, succhi e prodotti essiccati con tanto di marchio Bella Dentro. Il lavoro sinergico tra e due realtà ha creato un vero e proprio metodo destinato ad attivare percorsi individualizzati per tutti, disabili. E non solo.

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