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Il populismo “cool” conquista l’Olanda

Il populismo si prende il Senato olandese. A pochi giorni dalla sparatoria di Utrecht, il partito antieuropeo e anti immigrazione di Thierry Baudet ( foto) vince le elezioni provinciali, strappando la maggioranza alla coalizione di governo guidata dal premier Mark Rutte.

L’estrema destra vince le elezioni provinciali

Il partito di estrema destra FVD (Forum per la democrazia) guidato dal populista Thierry Baudet, fa il pieno di voti (14%) vincendo le elezioni provinciali ed entrando così per la prima volta in Senato, rosicchiando consensi anche all’altra formazione di destra estrema e anti-islam, PVV (Partito della Libertà), guidato da Geert Wilders.

In Europa dunque entra in scena una versione “in borghese” del populismo antieuropeo e xenofobo, diversa dalla classica militanza dai toni volutamente sguaiati a cui ci hanno abituati in questi anni gran parte delle destre europee.

Chi è Thierry Baudet

Il 36enne Thierry Baudet interpreta perfettamente questa strategia “rassicurante”. Discendente da una famiglia di esuli ugonotti, ha studiato Storia e Legge ad Amsterdam e conseguito un dottorato in Legge all’Università di Leida. Assiduo frequentatore dei social, alterna pose da divo di Hollywood ad alte citazioni filosofico-letterarie. Ama la provocazione ma elogia la morigeratezza. Insomma, una maschera buona per tutti i copioni.

Questa nuova faccia del populismo euroscettico si è rilevata particolarmente insidiosa in quanto è stata in grado di penetrare il consenso moderato usando gli stessi identici argomenti dei populisti d’assalto, ma senza costringere i moderati a turarsi troppo il naso.

“Siamo qui tra le macerie di quella che una volta era la civiltà più bella”,ha affermato Baudet. E ancora: “abbiamo vinto perché il Paese ha bisogno di noi”. Ha poi definito “isteria” la mobilitazione globale per il cambiamento climatico. E poi sovranismo, vicinanza alla Russia e desiderio di uscire dalla UE chiudono il cerchio del suo vecchio nuovismo politico.

Tutto in linea insomma, ma con stile. Si tratta dunque di un populismo in doppiopetto che rivendica il rapporto privilegiato col popolo, con tutti gli annessi e connessi ideologici, ma non disdegna affatto di vestire la propria propaganda con un certo aplomb istituzionale. Un populismo di questo tipo è davvero in grado di prendere piede e vincere in tutta Europa.

Governo senza maggioranza al Senato

Intanto, la coalizione di maggioranza guidata dal moderato Mark Rutte dovrà cercare l’appoggio di uno o più partiti di opposizione per formare una maggioranza al Senato che sia in grado di operare. Non è detto che la spallata elettorale assestata dai populisti farà cadere il governo. Di certo lo sta facendo barcollare.

Mauro Pasquini

 

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