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Il paradiso (nascosto) nei Monti Simbruini

Il paradiso (nascosto) nei Monti Simbruini. In un post precedente nel quale abbiamo raccontato il Cammino dei Monasteri di Subiaco – quello di San Benedetto e quello di Santa Scolastica – abbiamo accennato al fatto che sotto questi due splendidi monumenti religiosi ed architettonici si trova un’oasi naturale che viene chiamata il laghetto di San Benedetto. Siamo nella zona del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, ad est di Roma.

San Benedetto

Il ponte che porta verso il laghetto

Tutto nasce ai tempi dell’imperatore romano Nerone che proprio a Subiaco si fece costruire una villa con annessi terreni che pare raggiungesse la le dimensioni di 75 ettari, l’insieme ovviamente. Nerone che come la storia ci ha tramandato, non era una persona discreta fece costruire tre piccoli laghi per le sue voglie. Una di queste era pescare con una rete di fili d’oro. Ed il suo posto preferito sembra che fosse proprio questo che dei tre si è conservato intatto nella sua semplicità e bellezza.

San Benedetto

Un pezzo del sentiero verso il laghetto

Ci si arriva lasciando Subiaco verso la Via dei Monasteri e prendendo la strada che porta all’incubatoio ittico e poi via della Prata. Si giunge ad uno slargo dove si può parcheggiare ed affrontare il sentiero in discesa che porta prima ad un ponte di legno e poi al laghetto. In macchina ci vogliono cinque, dieci minuti a piedi dalla cittadina forse tre quarti d’ora di buon passo. Il cammino verso lo specchio d’acqua, alimentato dal fiume Aniene, dura al massimo dieci minuti. Nelle stagione calda si può fare un bagno davvero rinfrescante visto che la temperatura dell’acqua si mantiene costante intorno agli 8 gradi.

Proseguendo il cammino verso il paese di Jenne si trovano la “Mola Vecchia” un mulino costruito dai monaci benedettini nell’anno 1000 che fu oggetto di contesa tra l’abbazia di San Benedetto e Jenne e poi ancora avanti una grotta di origine carsica chiamata “Grotta dell’Inferniglio” che è lunga circa 300 metri con tre laghetti, stalagmiti ed una fauna del tutto particolare. La Grotta dell’Inferniglio avrebbe anche dato il nome al paese di Jenne che deriverebbe dal dialetto di queste parti : Gehenna cioè inferno. Sullo stesso sentiero quando si arriva sotto la città di Jenne c’è la Fonte dei cardellini, con l’acqua dell’Aniene che scende da una grotta su una roccia tappezzata dal muschio.

 Grotte dell'Inferniglio

Grotte dell’Inferniglio a Jenne

 

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