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consumo di suolo

Il pane fresco e l’ONU

Il pane fresco e l’ONU.

Ogni tanto mi sorprendo a rileggere i 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile indicati dall’ONU, obiettivi che dovrebbero essere raggiunti entro  il fatidico  2030. E istintivamente mi fermo al secondo:l’abolizione della fame nel mondo. Viene subito alle labbra un interrogativo, di sicuro il più semplice: possibile? Be’, la risposta è quasi parente dell’ovvietà: quelli delle Nazioni Unite non sono degli ingenui e nemmeno degli illusi, se si pongono come traguardo la sconfitta della fame sanno bene quello che dicono. E ritengono che sia un traguardo realistico. Io nel mio piccolo confido.

 

Ricetta pane fatto in casa - Non sprecare

 

Penso alla parola fame e mi viene  in mente, com’è logico, il classico pezzo di pane. Ai tempi lontanissimi della mia fanciullezza avevo  l’incarico  di andare tutte le mattine a comprare il pane per  la famiglia alle otto, prima della scuola. C’era la guerra, la terribile guerra degli Anni Quaranta, c’erano i bombardamenti, le difficoltà di approvvigionamento e c’era – regina – la fame; e quindi un compito del genere diventava impegnativo in una famiglia di quattro figli, un maschio e tre donne, due più piccole e una più grande.

La jonta

“Mi raccomando, diceva mia madre con tono severo prima di farmi uscire, porta a casa la jonta”. Ossia, sottinteso, non mangiarla. Che cos’era la  jonta, alias giunta? Era quel pezzo di pane che con la pagnotta faceva quadrare la quantità richiesta al panettiere, un chilo o due chili che fossero, e  poteva essere una fetta o il cocuzzolo di uno sfilatino, roba da cinquanta-cento grammi. Se avessi mangiato io per strada la jonta sarei stato un privilegiato e non era giusto per le mie sorelle che avevano i miei stessi diritti di sopravvivenza. Oggi, a raccontarle, queste cose sembrano incredibili, inventate. Jonta ovviamente è parola del dialetto napoletano, noi vivevamo a Procida, l’isola dove eravamo nati, a poche miglia di mare dal Vesuvio.

Procida - Wikipedia

Questo ricordo torna ossessivo alla mente ogni volta che sento parlare o leggo di sprechi. Per esempio mi colpisce il dato che oggi il 30 per cento del cibo prodotto nel mondo intero diventa rifiuto, cioè finisce in pattumiera, viene sprecato. In denaro significa 1200 miliardi di dollari, una cifra faticosa da immaginare.Non basta, c’è uno spreco che ci tocca da vicino: nel 2019, appena un anno fa, in Italia si buttavano 13mila quintali di pane fresco  sui 72mila q.li sfornati al giorno. Altro che la mia jonta degli Anni Quaranta!..

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