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Nobel della Natura Parco Foreste Casentinesi

Il Nobel della Natura va al Parco delle Foreste Casentinesi

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, monte Falterona e Campigna, è stato inserito nella Green list il ‘Nobel della natura’. Una notizia che ha portato una ventata di ottimismo: premia lo sforzo compiuto sotto il profilo dello sviluppo sostenibile. E garantisce un salto di qualità all’offerta turistica. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dell’Appennino tosco-romagnolo, nel pieno centro geografico italiano, riceve infatti quella che rappresenta la massima certificazione per la qualità ambientale all’interno delle aree protette.

Tra i molteplici requisiti per la candidatura al Nobel per la natura, il pool di tecnici incaricato, valuta la regolamentazione relativa tutela degli ecosistemi e la qualità gestionale. Importante, per la valutazione finale, è anche la capacità di inserimento nel contesto socio-economico dei territori, nonché la capacità delle aree protette di essere funzionali allo sviluppo sostenibile, alla “transizione ecologica”.

Chi assegna il Nobel della Natura

Una veduta del parco

La nomina è arrivata dalla Iucn, International Union for the Conservation of Nature, Organizzazione non governativa (Ong), la più autorevole istituzione scientifica internazionale che si occupa di tutela della natura. Con sede a Gland in Svizzera, l’ente si occupa dal 1999 di tutela della natura.

L’obiettivo fondante è quello di supportare la comunità internazionale in materia ambientale per la gestione del ruolo di coordinamento e di scambio di informazioni fra le organizzazioni membri. Ed è proprio per questo motivo che il Parco Casentino riceve la Green List: si inserisce così nell’elenco delle aree per la migliore gestione di zone protette che hanno tra gli obiettivi principali quelli della conservazione. Un dato rende l’idea dell’importanza del riconoscimento: su 200mila aree presenti, in 16 Paesi, tutti con conformazione e biodiversità differente, solo 59 sono attestate e premiate con il Nobel per la natura.

Una nuova vittoria per l’Italia

Ma in che modo si concretizzano gli obiettivi? Queste le linee guida indicate in via preponderante: conservazione della biodiversità e nature-based solutions. Invece, per gli ambiti di governance ambientale del programma dell’ente, si parla di tre aree principali: valorizzazione e conservazione della natura, attraverso l’attenzione alla biodiversità, enfatizzando i valori materiali e immateriali della natura.

Poi c’è l’osservazione di consolidare una governance efficace, connessa a un razionale utilizzo della natura nel rispetto delle relazioni uomo-natura. E in ultimo, ma non per ultimo di importanza, c’è il suggerimento di promuovere la nature-based solutions per le sfide globali del clima, della crisi alimentare e dello sviluppo, del cambiamento climatico, della sicurezza alimentare e dello sviluppo sociale ed economico. Soluzioni in ottica naturale, dunque. Per l’Italia si tratta, quindi, di un ulteriore traguardo nazionale che si unisce alle già premiate aree protette del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il primo costituito in Italia, nel 1922, e quello dell’Arcipelago Toscano.

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