Back

Il mondo alla rovescia

Uno dei libri più belli che raccontava la guerra dei Trent’anni in Europa nel 18° secolo si intitolava “Il mondo alla rovescia”. Ecco quel titolo oggi si potrebbe prendere in prestito per raccontare quello che sta accadendo nella storia italiana di queste ultime settimane così come ce la presentano i fatti.

La cronaca

Partendo dall’ultimo episodio e risalendo indietro nel tempo cominciamo da Verona, dove un militante di…non si sa che, in piazza inneggiava, fuori dal luogo dove si stava tenendo il Convegno sulla famiglia, al Ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Uno di noi…Salvini uno di noi…” saluto romano con la mano destra e via col sedere scoperto mostrato ad un gruppo di poliziotti tra i quali una donna che ha cercato di metterlo al suo posto ed alla quale il personaggio in questione ha risposto con l’aria del bullo macho.

Indietro di qualche settimana. La ragazza di Portici che scrive a chi secondo lei non crede che abbia subito non uno ma tre stupri e vede circolare liberi i suoi presunti aggressori. “Dopo che il corpo era diventato scarto e oggetto, ho provato una sorta di distacco da esso. Il mio corpo, sede della mia anima, così sporco. Mi sembrava di essere avvolta dalla nebbia mentre mi trascinavo su quella panchina dopo quelli che saranno stati 7 o 8 minuti. Mi sono seduta e non l’ho avvertito più (il suo corpo, ndr). Ho cominciato ad odiarlo e poi a provare una profonda compassione per il mio essere”. Parole terribili che dovrebbero far riflettere tutti ed invece non accade.

Ancora un po’ indietro. Ad Ancona una donna peruviana viene violentata da un “amico” con un altro che fa da palo. In primo grado la condanna per entrambi. In appello l’assoluzione. Nelle motivazioni della Corte d’appello,  si sostiene in sostanza che «la scaltra peruviana» – come viene definita in un passaggio – sia troppo mascolina e poco avvenente per aver subito una violenza.«Non è possibile escludere – si legge nel testo – che sia stata proprio» lei «a organizzare la nottata ‘goliardica ‘, trovando una scusa con la madre». E ancora: “al giovane, la ragazza neppure piaceva, tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo di ‘Nina Vikingo ‘, con allusione a una personalità tutt’altro che femminile, quanto piuttosto mascolina, che la fotografia presente nel fascicolo processuale appare confermare». Insomma troppo brutta per essere appetibile per uno stupro.

Sempre in tema c’è la questione della tempesta emotiva, e siamo ancora nella cronaca di questi primi mesi del 2019. “Una ‘tempesta emotiva’ determinata dalla gelosia può attenuare la responsabilità di chi uccide”. Anche sulla base di questo ragionamento  la Corte di appello di Bologna ha quasi dimezzato la pena a Michele Castaldo, 57 anni, omicida reo confesso di Olga Matei, la donna con cui aveva una relazione da un mese e che strangolò a mani nude il 5 ottobre 2016 a Riccione (Rimini).In primo grado era stato condannato a 30 anni dal Gup di Rimini, per omicidio aggravato dai motivi abietti e futili.Davanti alla Corte di assise di appello di Bologna il pg Paolo Giovagnoli, nell’udienza del 16 novembre, aveva chiesto la conferma della sentenza. Ma i giudici, pur riconoscendo l’aggravante, hanno ridotto la pena a 16 anni, concedendo le attenuanti generiche.

Ed allora?

Qui non si tratta di difendere in modo cieco e fanatico i diritti di chi ogni giorno subisce violenze di ogni genere, fisiche o psicologiche come questo breve elenco di fatti dimostra. Qui si tratta di capire che siamo ancora in uno stato di diritto o se il mondo è stato rovesciato. Se la magistratura nel suo complesso ha ancora chiari i suoi obiettivi ed i suoi giuramenti di applicare la leggere e difendere anche la moralità di un paese.

Oppure se stiamo vivendo un momento storico nel quale l’atteggiamento di un leader un po’ autoritario, spaccone, spavaldo e molto attento a cogliere alcuni malumori del paese, possa sdoganare le peggiori anime del paese stesso. Il macho/bullo che si rivolge ai poliziotti a Verona mostrando il sedere inneggiando a Salvini col saluto fascista compie un’operazione che non sa nemmeno lui cosa sia – Salvini col saluto romano ancora non si è visto in realtà e Salvini contro le forze dell’ordine almeno a parole beh… è davvero un controsenso – ma gli piace tanto: l’uomo forte che non ha paura e non ha problemi come dice alla poliziotta.

Sia chiaro Matteo Salvini non è il Male. Ma i suoi atteggiamenti e la protervia di alcuni dei suoi più fedeli accoliti rischiano di rivitalizzare e dare una falsa “autorità” a pistoleri, ronde anti-tutti, xenofobi, avvocati Bongiorno che si chiedono se una donna violentata in realtà non abbia voluto o provocato la violenza (che se anche fosse – è bene sottolinearlo con chiarezza –  sarebbe comunque un reato) ed a tutti coloro che a vario ed improvvisato titolo vogliono eliminare i diritti civili sin qui acquisiti. Perché il passaggio da un atteggiamento come quello del Ministro dell’Interno agli estremismi è facile.

Anche perché non c’è nessuna opposizione seria. Politicamente c’è sempre il ricorso al  Medioevo con un utilizzo di questo periodo storico assolutamente sbagliato, farcito di luoghi comuni che denota anche da quest’altra parte una crassa ignoranza imbarazzante. E nella stampa tradizionale non c’è un trattamento che affondi nelle questioni importanti: le motivazioni della magistratura in merito a certe decisioni, l’opposizione a queste decisioni che  – in certi casi – appaiono contrarie a quanto abbiamo creduto fino ad oggi, a quanto ci hanno fatto credere fino ad oggi. C’è un affollamento di testimonianze, di fatti di vita quotidiana, di gossip, di interviste di varia umanità, un’esagerazione di fattarelli che non aiutano a formare nel lettore una coscienza critica autonoma.

Sì il mondo è alla rovescia.

 

Eduardo Lubrano

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup