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Monastero di Torba

Il Monastero di Torba: un angolo di Medioevo

Il Monastero di Torba è “Un angolo di Medioevo nel silenzio e nei boschi del Varesotto”. Così lo definiva Giulia Maria Crespi, mai troppo lodata fondatrice del FAI, Fondo Ambiente Italiano, parlando del primo Bene acquisito dallo stesso FAI nel 1976, Si tratta di un gruppo di edifici davvero immerso nel verde delle colline della provincia di Varese, a Torba appunto, per l’esattezza in via della Stazione. FAI a cui va il ringraziamento di Impakter Italia per la collaborazione sulle foto che illustrano questo post che racconta dell’ennesimo luogo di cultura, bellezza, arte, storia, sociale del nostro Paese.

C’è u origine antichissima dietro questo luogo che risale al quinto secolo dopo Cristo : l’impero romano aveva bisogno di difendersi dalle invasioni barbariche e costruì nel Nord di Italia una serie di castrum, accampamenti militari. Esaurita la sua funzione militare tre secoli dopo, l’ordine di San Benedetto fece dei lavori sul complesso degli edifici fino a trasformarlo in un monastero per le sue monache. Fino al 1482 le suore diedero vita e respiro al luogo e quando andarono via, a Tradate, lo spirito religioso è rimasto anche se ancora una volta gli edifici hanno subito una trasformazione per adattarli alle nuove funzioni, in questo caso agricole.

Monastero di Torba

@Valentina Pasolini (C) FAI

Le monache benedettine trasformarono l’antico baluardo  difensivo della torre in sepolcreto (al secondo piano) e in oratorio (al terzo piano). Proprio qui sono conservati frammenti di affreschi molto particolari, qualcuno dice misteriosi, attorno a cui è fiorita anche una leggenda di cui il sito del FAI dà conto: si racconta che i volti di tre monache su otto, che si vedono negli affreschi del secondo piano della torre, siano mancanti perché appartengono a tre donne che da questo monastero fuggirono. I loro spiriti vagano ancora nella vallata e, fino a quando non troveranno il modo di rientrare nell’affresco, non troveranno pace..
Furono sempre le monache a fondare ex novo la chiesa, che per problemi strutturali venne ricostruita più volte fino ad assumere la fisionomia attuale, tipicamente romanica, nel XII e XIII secolo.

Come detto passata l’era delle monache, i successivi adattamenti del complesso hanno cambiato io volto interno degli edifici:  il curioso ma necessario utilizzo che ne fecero i contadini affittuari delle monache, hanno trasformato il sepolcreto in cucina e l’oratorio in un granaio e magazzino, mentre la chiesa è diventata una stalla.

Monastero di Torba

Foto di Giorgio Majno,2005 © FAI

Quando nel 1971 fu la volta dei contadini di abbandonare il posto, questi rimase abbandonato a sè stesso. Fino a quando Giulia Maria Crespi come raccontato all’inizio del post non lo acquistò per il Fai e per dare il via ai lavori di restauro e recupero ch sono durati circa 20 anni. L’identità delle rovine è stata rispettata per tutte le funzioni che hanno avuto nel corso della loro lunghissima storia. La chiave di lettura dell’intero complesso è quindi data dalle pietre.

Monastero di Torba

Foto Giorgio Majno,2005 © FAI – Fondo Ambiente Italiano

In questa pagina del FAI si trovano tutte le informazioni utili per organizzarsi una visita al Monastero di Torba

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