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Il lago di Bled e la storia di Alboino

Vi portiamo nel cuore delle Alpi Giulie, in Slovenia, a due passi dalla frontiera italiana,dove  c’è la cittadina di Bled, sul lago di omonimo. E’ una breve escursione ricca di storia e di bellezze naturali. Due giorni diversi dal solito. Non ve ne pentirete. C’è una piccolissima isola al centro del lago Bled che si che si può raggiungere prendendo una delle imbarcazioni in legno      ( accompagnati da un marinaio, naturalmente). Nell’isola si trova il santuario dedicato alla Vergine Maria in stile barocco e costruito, nel 1698, nella forma attuale. La principale caratteristica è la campana dei desideri risalente al 1534. Esprimete un desiderio e se la campana suonerà allora il desiderio verrà realizzato. Ma ve lo dico con franchezza, accade veramente di rado.

Guardandovi attorno vedrete di essere circondati dai monti innevati e da un’imponente e ripidissima rupe che si eleva a 130m sopra il lago, un tempo glaciale, dove si erge il Castello di Bled, il più antico della Slovenia.

La sua storia risale al 1004 quando l’imperatore germanico Enrico II donò le sue terre al vescovo di Bressanone, Albuino. discendente dalla nobile famiglia degli Ariboni, molto potente e diffusa nella Carinzia, nato nella prima metà del secolo X dal margravio Albuino e da Ildegarda. Da giovane frequentò le scuole del duomo di Bressanone, entrò tra il clero e divenne vescovo della città verso il 975. Durante il suo governo acquistò molti beni donati sia alla sua famiglia sia dagli imperatori Ottone II ed Enrico II, di cui Albuino era molto amico. A lui si attribuisce il trasferimento della sede episcopale di Sabiona a Bressanone e la traslazione delle reliquie di Ingenuino. Morì il 5 febbraio 1005-1006, dopo circa tenta anni di episcopato.

Inizialmente al posto del castello vi era solamente una torre, protetta da una cinta muraria. In seguito, fu costruito il castello che però non veniva abitato dai vescovi di Bressanone. La struttura era a scopo difensivo: riuscite a immaginare di poter arrivare in cima alla rupe, scavalcare le cinta murarie ed entrare nel castello? Il tutto non facendovi vedere dai guardiani… insomma, era la classica posizione strategica per un’ottima difesa del territorio. Nel Medioevo furono costruite altre torri e il sistema di fortificazione venne consolidato ulteriormente. La parte centrale fortificata del maniero fu destinata al soggiorno dei signori feudali; la parte esterna con le mura di cinta, invece, fu adibita ad edificio per la servitù. Nel 1511 purtroppo ci fu un terremoto che danneggiò in gran parte il castello. Questo venne ricostruito e tutt’oggi conserva il rifacimento di quell’epoca. E se vi spingete sul cortile superiore potrete ammirare la zona che si è conservata meglio: la Cappella del maniero, costruita nel XVI secolo, riedificata un secolo dopo in stile barocco, dedicata ai vescovi San Albuino e San Ingenuino. Negli anni ’50 vi fu un’ulteriore ristrutturazione in seguito alla quale una parte dell’edificio venne adibita a stamperia, e un’altra alla cantina. Qui non può mancare una visita per scoprire come si stampava al tempo… e ovviamente non dimenticatevi di passare per la cantina: qui potrete riempire una bottiglia con del buon vino per poi sigillarla con la ceralacca!

Rimettetevi in macchina perché a soli 5km a nord-ovest di Bled potete visitare la Gola di Vintgar, nelle vicinanze del villaggio di Gorje. Fu scoperta nel 1891, quando le acque del fiume Radovna erano particolarmente basse. Una volta venuti a conoscenza di questa meraviglia naturale, il sindaco Jakob Žumer e il fotografo e cartografo di Bled, Benedikt Legetporer, andarono nella gola. In un paio d’anni costruirono più di 500m di ponti e gallerie, al fine di renderla visitabile. Camminate per 1,6 km, circondati da natura e da forme scavate dall’acqua nel corso di millenni. Durante il percorso potete notare il ponte della ferrovia di Bohinj del 1906: si trova a un’altezza di 33m e attraversa la gola per una larghezza di ben 53m. Alla fine del percorso c’è un ponte alto 16m sopra la cascata Sum, la più grande della Slovenia. La gola è profonda fino a 250m sul bordo orientale del Parco nazionale del Triglav. Qui la vostra ultima tappa, che è di strada per tornare a casa.

Il Parco nazionale del Triglav si estende a nord-ovest della Slovenia lungo il confine con l’Italia e vicino al confine con l’Austria, nella parte sud-orientale del massiccio alpino. Copre 840 chilometri quadrati ed è l’unico parco nazionale della Slovenia. Nel 1924 fu istituita, con iniziativa della Società Alpinistica e dell’Associazione Musei della Slovenia, una prima area protetta: questa riguardava una superficie di 16km² attorno ai laghi alpini del monte Tricorno. Bisognerà aspettare il 1961 perché la zona venga ufficialmente trasformata in parco nazionale. Nel 1981 l’area protetta è stata estesa all’attuale superficie per poi essere inserita, nel 2004, nel Diploma europeo delle aree protette. Appartiene ai più antichi parchi europei. Ricco di corsi d’acqua sotterranei e di laghi che si formano con lo sciogliersi della neve, nel Tricorno è presente anche un ghiacciaio che purtroppo, con il riscaldamento globale, sta lentamente scomparendo. Le montagne delle Alpi Giulie sono in gran parte di roccia calcarea che, con il tempo, ha dato portato alla creazione di grotte e voragini. Pensate che all’interno del parco si stima ci siano addirittura 600 grotte!

Ecco quindi che in poco più di un’ora sarete di nuovo in Italia, direttamente dalla Slovenia, con un weekend alle spalle diverso dalla quotidianità!

Maria Noce Forti

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