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Il Guru sbeffegiato a Oxford

La conferenza di Beppe Grillo alla Oxford Union, l’antica e prestigiosa istituzione dell’Università di Oxford che lo ha invitato a tenere uno speach, non ha potuto essere seguito dalla stampa su espressa richiesta dello staff del comico-guru. La ragione di questa decisione non è stata resa nota, ma non sembra difficile capirne i motivi specie dopo i risultati della conferenza

Scrive Luigi Ippolito sul Corriere della Sera:  “aveva di fronte i più brillanti studenti del pianeta, arrivati in massa per assistere al discorso di quello che è stato presentato come «uno dei politici più rappresentativi d’Europa». Molti gli italiani presenti nell’antica sala, ma anche tanti altri di svariate nazionalità. Sicuramente la Oxford Union non aveva mai visto nulla del genere: qui si erano avvicendati Ronald Reagan e Bill Clinton, il Dalai Lama e madre Teresa: forse l’unico precedente diretto era la rana Kermit, quello del Muppet show. E’ stato un coro di «buu!» quello che ha salutato alla fine l’esibizione, c’è chi grida «buffone!», «mettiamo fine a questa farsa!» ”

In questi mesi sette mesi e mezzo di governo i Cinque Stelle hanno dovuto fare i conti con le tante promesse che hanno fatto ai loro elettori fin dalla loro comparsa sulla scena politica e mediatica, promesse che per la maggior parte sono rimaste tali.

Sfruttare fake news, disinformazione e propaganda per raccogliere consensi è un’arma a doppio taglio che non consente errori. Pena la gogna mediatica. Insomma, il web non perdona.

Ne sa qualcosa il nuovo ’”eroe dei due mondi” a cinque stelle Alessandro di Battista, che durante   il suo viaggio in Sudamerica alla scoperta dell’ovvio è stato costretto a una diretta facebook dal Nicaragua dopo essere stato messo con le spalle al muro da un video che lo inchiodava durante un comizio a Melendugno, in Puglia, dove prometteva a proposito del gasdotto Tap che “sarebbe stato bloccato in due settimana” con i grillini al governo. Promessa tanto azzardata quanto smentita dai fatti.

Sono lontani i tempi, era il 2013, in cui i Cinque Stelle umiliavano il segretario del Pd con la trasmissione in streaming dell’incontro per la formazione del governo. A quei tempi, teorizzava il Movimento, lo streaming era l’arma per aprire il Parlamento “come una scatoletta di tonno”.

Ora i Cinque Stelle hanno capito che ricorrere allo streaming è pericoloso, soprattutto quando si raccontano balle. E allora meglio correre ai ripari. Un esempio? A dicembre il M5S è stato l’unico partito ad opporsi alla diretta web dei lavori della commissione Bilancio della Camera.

Chi invece non sembra temere contraccolpi del genere è Matteo Salvini, che dedica ai social una parte consistente del suo tempo. Ad aiutarlo una squadra agguerritissima di collaboratori che tuttavia nulla possono di fronte alla memoria da elefante del web. “Chi lancia un uovo è un cretino”, ha ironizzato il ministro dell’interno  sulla vicenda di Daisy Osakue, l’atleta di colore colpita ad un occhio da un uovo. Dimenticando di essere stato condannato a 30 giorni per aver tirato un uovo a D’Alema nel 1999. La conclusione è semplice…

 

Ezio Tamilia

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