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Il Fai chiede aiuto all’UNESCO per salvare Venezia

In Italia ci sono 4.000 musei, 6.000 aree archeologiche, 85.000 chiese soggette a tutela e 40.000 dimore storiche censite. Siamo il più classico esempio di “museo a cielo aperto”: con le coste, le  riserve e paesaggi naturali. Ogni 100km2 ci sono in media oltre 33 beni censiti, secondo il Fai (Fondo ambientale italiano) che da oltre 40 anni opera in difesa del patrimonio artistico e culturale italiano: 61 beni, di cui 30 aperti al pubblico; 26.000 m2 di coperture da ispezionare e pulire, 69.000 m2 di pavimenti da proteggere e oltre 1.200 finestre da mantenere e conservare; 70.000 m2 di edifici storici da tutelare e quasi 7 milioni m2 di paesaggio da proteggere; 32.000 libri antichi e 22.000 oggetti d’arte da preservare. Per la manutenzione di tutto questo dice sempre il Fai servono oltre 100 mila euro.

 patrimonio artistico italiano

Arezzo

 

Il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, alla fine del 2016, ha stimato che il patrimonio artistico italiano ha un valore di almeno 986 miliardi di euro tra attività finanziarie e non finanziarie. Le opere d’arte classificate come beni mobili di valore culturale, biblioteche e archivi valgono 174 miliardi di euro (il 10,4% del Pil).

Mancano clamorosamente seri e continui interventi di conservazione e manutenzione. L’Italia è al penultimo posto in Europa (dietro la Grecia che di cultura anche ne avrebbe di cose da conservare e tramandare) per la percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura: la media nel Vecchio Continente è 2,1%, la nostra è dell’1,4%.

 patrimonio artistico italiano

La chiesa di S.Francesco ad Assisi

In questo quadro di ricchezza e di incapacità di mantenerla e sfruttarla, il Presidente del FAI – Fondo Ambiente Italiano Andrea Carandini ha indirizzato al Direttore Generale del World Heritage Committee dell’UNESCO, Mechtild Rössler una lettera per chiedere particolare attenzione riguardo all’emergenza di Venezia, che rischia di essere iscritta nella lista dei siti UNESCO in pericolo e bisognosi di tutela.

La nostra Fondazione, con i suoi 190.000 iscritti e con i suoi numerosi volontari – si legge nel testo della lettera –  è profondamente preoccupata per i rischi a cui l’industria crocieristica sottopone il fragile ecosistema della Laguna di Venezia. Le navi da crociera con una stazza lorda di oltre 40.000 tonnellate entrano quotidianamente in Laguna e attraversano il centro città percorrendo il Canale della Giudecca, con motori ad alte emissioni che rimangono accesi anche durante l’ormeggio. Il FAI ha chiesto con forza per le navi con stazza superiore alle 40.000 tonnellate il divieto immediato di transito nei canali del centro della città, estendendo lo stesso divieto all’intera Laguna, affinché si escludano canali di navigazione alternativi e piani di terminal passeggeri al suo interno“.

La lista dei siti in pericolo ha lista ha l’obiettivo di aumentare la coscienza internazionale riguardo le minacce al patrimonio culturale e di incoraggiare adeguate contromisure per conservarlo. Al momento tra i 53 siti nella lista non ci sono siti italiani.

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