Back
emissioni

Il commercio delle emissioni di Co2

Paradosso: le emissioni di Co2 potrebbero aiutare i più bisognosi? Mettiamo ordine. “Gli Stati membri devono utilizzare tutti i proventi delle aste per i permessi Ets per scopi legati al clima e almeno la metà (50%) per le famiglie a basso reddito”. Lo scrive l’agenzia Ansa riportando da Bruxelles quanto sta circolando negli ambienti dell’Unione Europea in merito all’utilizzo dei fondi ricavati dall’Emissions Trading System  ETS. Cos’è?

Ecco come lo abbiamo spiegato su Impakter Italia nel luglio di due anni fa: “Il sistema delle emissioni Emissions Trading System  ETS è stato creato nel 2005 dall’Unione Europea come uno strumento amministrativo di contrasto alle emissioni di inquinanti e gas serra a livello internazionale. Semplificando in modo estremo, il principio che regola questo “mercato” è : chi più inquina più paga”.

Per far questo è stata creata una quotazione monetaria delle emissioni stesse ed il commercio delle quote di emissione tra Stati diversi,  dopo la firma del protocollo di Kyoto.

La direttiva si applica a tutti gli impianti presi in considerazione da quel protocollo : dell’energia, dell’ industria siderurgica, dei prodotti minerali, della ceramica e della carta, che emettono gas effetto serra e che nessuno di tali impianti può continuare a lavorare senza un’apposita autorizzazione. Per poter partecipare al mercato di scambio, in una prima fase, a tutti gli impianti nel campo di applicazione della direttiva sono state rilasciate quote di emissione di CO2″. Qui il resto di quel post.

emissioni

@piqsels.com

La riforma degli ETS

Il sistema Emissions Trading System non piace a tutti:  chi lo critica sostiene che sia comunque un via libera ad inquinare, ad emettere Co2 nell’atmosfera dietro il pagamento di una tassa, alta o bassa che sia. Il vero problema sostengono i detrattori dell’ETS è che, tasse o meno, bisognerebbe smetterla di inquinare l’aria che come sappiamo bene, è responsabile – danneggiata com’è – di milioni di morti premature ogni anno.

Ma per il momento l’Unione Europea nonostante gli sforzi di alcuni gruppi, da questo lato non ci sente abbastanza tirata com’è per la giacchetta – come si dice – dalle grandi aziende internazionali che fanno molta fatica anche solo a pensare di abbandonare i combustibili fossili e cambiare i loro sistemi di produzione. Allora ecco che si mette mano alla riforma degli Ets e secondo le indiscrezioni che l’Ansa ha raccolto, il pacchetto di modifiche in programma sarebbe importante. Ecco quali sono.

– L’estensione del sistema Ets ai trasporti marittimi, richiesta dai leader dei Ventisette in luglio, coprirà l’ambito geografico più vasto, cioè i trasporti nell’Ue, i viaggi internazionali verso l’Ue e gli attracchi a un porto Ue.

– Una parte dei proventi come riportato in apertura di questo post per scopi sociali. Questo terrebbe conto anche delle quote aggiuntive, che la Commissione stima in 20-30 miliardi l’anno solo per il settore trasporti. Inoltre, per affrontare gli effetti distributivi e sociali della transizione, la proposta prevede la vendita all’asta di un ulteriore 2% del massimale per finanziare la transizione energetica degli Stati membri con un Pil pro-capite inferiore a una percentuale ancora non nota della media Ue nel 2016 -2018, attraverso il Fondo per la modernizzazione.

– L’assegnazione gratuita delle quote sarà subordinata agli sforzi di decarbonizzazione al fine di incentivare l’adozione di tecnologie a basse emissioni di carbonio.

– La tassa per la CO2 alle frontiere “è una misura alternativa per mitigare i rischi di delocalizzazione”, pertanto “i settori ei sottosettori coperti da tale misura non dovrebbero pertanto ricevere quote gratuite”.

emissioni

@piqsels.com

Altro? Sì

– La Commissione vuole incentivare i contratti per differenza sul prezzo del carbonio, meccanismo simile a quello in uso per le aste delle rinnovabili per attenuare le oscillazioni dei prezzi.

– Si incoraggia l’utilizzo di tutte le soluzioni tecnologiche per ridurre le emissioni, compresa la cattura e l’utilizzo del carbonio. Di conseguenza, la proposta stabilisce che non ci saranno obblighi di restituzione per le quote della CO2 che finisce per rimanere chimicamente legate in modo permanente in un prodotto, in modo che non entri nell’atmosfera durante il normale utilizzo.

– Le regole di assegnazione delle quote gratuite sono modificate per sostenere la decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica mediante l’adozione di tecnologie innovative. L’attuale sistema finisce per scoraggiare gli investimenti in tecnologie efficienti appena al di sotto del benchmark. La Commissione propone misure per correggere questo aspetto.

– Dal 2025 parte un Ets separato per trasporto su gomma ed edifici. L’auspicio è che sia funzionante dal 2026. Il nuovo sistema regolamenterà l’immissione al consumo (quindi gli operatori, non i consumatori) di combustibili che vengono utilizzati per nei settori dell’edilizia e dell’autotrasporto. Il tetto di emissione per il nuovo sistema sarà fissato a partire dal 2026 (riduzione lineare dal 2024).

– Per garantire sin dall’inizio la stabilità del mercato nei nuovi settori e visto che non sono previste quote gratuite, una certa quantità di quote sarà anticipata e nascerà una riserva di stabilità settoriale. Sono anche previste misure per affrontare il potenziale rischio di eccessiva volatilità dei prezzi.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup