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Il clima dimenticato nella Giornata mondiale dell’ambiente

Centinaia di migliaia di malattie e di morti in più. Qualità della vita che cala, nonostante il progresso scientifico. Costi economici insopportabili. Per rendere l’idea: una ricerca dell’Europea Heart Journal ha spiegato che  ogni anno ci sono 120 decessi in più per 100mila abitanti nel mondo. E nel 2015, l’eccesso di smog e agenti inquinanti nell’aria ha causato 8,8 milioni di morti in più nel mondo, 790mila in Europa: il doppio in confronto agli standard precedenti.

Un fenomeno di costume

L’emergenza climatica è davvero una priorità globale, più di ogni altro tema. Eppure nemmeno nella Giornata mondiale dell’Ambiente, che ricorre il 5 giugno, si riesce ad affrontare un dibattito serio. I media mainstream continuano a trattare l’argomento come una sorta di fenomeno di costume, una moda magari alimentata dall’effetto Greta sui giovani dei Fridays For Future e non solo. La lettura dei siti e dei giornali svela il sostanziale disinteresse. Certo, qualche articolo è stato scritto, ma resta uno dei tanti. Manca quella visione per fare massa critica sulla denuncia dello scempio che, quotidianamente, viene compiuto ai danni del pianeta.

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Tanto per fare un esempio il giornale britannico The Guardian ha pensato di riscrivere il lessico nel racconto dell’emergenza climatica: una lodevole iniziativa per accendere un faro, costante, sul problema. L’ambiente non è stato trattato come una questione tra le tante: come ha spiegato Luca Mercalli, non è sufficiente un articolo in taglio basso per far comprendere la portata gigantesca della questione. In una giornata del genere sarebbe stato lecito attendersi titoloni e approfondimenti in primo piano per sensibilizzare, almeno in questa data simbolica, l’opinione pubblica.

Cosa è accaduto di tutto questo? Niente. Si prosegue nel dibattito seguendo altri argomenti – sicuramente di impatto e rilevanti – ma senza fornire informazioni ragionate sul “tema dei temi”. Perché ci sono notizie terribili, come quella fatta emergere dalla Fondazione Barilla, secondo cui 9 persone su 10 respirano un’aria con livelli di inquinanti superiore ai limiti fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Un dato preoccupante, che è solo un pezzo di un’emergenza totale. Ma che scivola via, tra una notizia e l’altra.

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