Back

Il cambiamento climatico è anche una tassa per aziende e consumatori

Il cambiamento climatico sta continuando a produrre danni. Perché ormai è evidente che non si può parlare solo di “capricci meteo”, o di qualche perturbazione anomala: si tratta nei fatti di un’anomalia strutturale, dettata da uno stravolgimento totale degli equilibri del pianeta. E i danni sono sicuramente fisici, come testimoniano le immagini di esondazioni o di grandine che distrugge addirittura le case, come è avvenuto di recente.

Ma non è solo una questione di distruzione: il problema è anche strettamente economico. Le misure per il contrasto al mutamento possono essere considerate come degli autentici provvedimenti di natura economica. Una mini-manovra a sostegno dell’economia, perché possa evitare, a determinati settori produttivi, di dover pagare un conto salato. Sì, perché parliamo di punti reali del Pil che vengono portati via dalle piogge torrenziali o bruciate da un caldo eccessivo. E quindi di aziende e lavoratori travolti da un disastro.

La tassa occulta sull’agricoltura

L’impatto più evidente c’è sull’agricoltura: “La tendenza ai cambiamenti climatici con il rincorrersi di eventi estremi, che hanno provocato in Italia danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per un totale pari a più di 14 miliardi di euro in un decennio”, ha denunciato la Coldiretti in uno studio pubblicato nel 2017. È trascorso qualche anno, insomma, da quel dossier, ma il quadro generale non è migliorato. Ma è significativo che in media un comparto così importante per l’Italia abbia perso in media quasi 1,5 miliardi di euro. Una tassa “occulta”, quanto esosa. Solo in questa primavera anomala, giusto per capire, sono andati in fumo 10 milioni di euro di produzioni, sempre secondo le analisi della Coldiretti.

E c’è un’aggiunta: questi danni finiscono per colpire di conseguenza i bilanci dei consumatori, perché i prodotti agricoli costano di più. Non meno preoccupante è poi la situazione per il turismo, in particolare quello invernale. Basti pensare alle difficoltà di molti impianti sciistici di fronte a inverni secchi e privi di precipitazioni nevose. Secondo gli esperti, dunque, l’impatto complessivo sul Pil nei prossimi anni potrebbe essere superiore ai 10 miliardi di euro.

Impatto globale

Ma non è ovviamente solo una questione italiana. Il cambiamento climatico, come è noto, ha effetti su tutto il pianeta e quindi sulla produzione globale. Una ricerca dell’Undp ha messo in evidenza il pericolo di un calo stimabile tra i 10 e i 20 miliardi di euro solo in Europa entro il 2030. Il rischio è quello di perdere oltre 1 miliardo all’anno in ricchezza solo ed esclusivamente per il clima che cambia Ancora più fosco lo scenario proposto dall’Università di Oxford, secondo cui l’esito potrebbe essere il vero collasso del sistema economico mondiale con una perdita pari a 24 trilioni di dollari nella produzione. Cifre stratosferiche che confermano un ragionamento: il contrasto al cambiamento climatico, come indicato dai 17 obiettivi indicati dall’Onu, è prima di tutto un investimento.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup