Back
antonio lubrano

I fiumi curati con gli antibiotici?

Ma è vero che i fiumi di mezzo mondo sono malati? La domanda da un lato è allarmante e dall’altro non trova da tempo una risposta precisa, inequivocabile. Di certo c’è che alcuni dei corsi d’acqua più famosi del mondo risultano inquinati. E sapete chi sono gli inquinatori? Gli antibiotici! Paradossale, no? Prendiamo per esempio uno dei fiumi più popolari, il Danubio, che bagna Vienna. Subito vengono in mente le note del più famoso valzer del mondo: “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss. Questo brano  nacque 155 anni fa e adesso una notizia ci costringe a prendere atto della morte dell’aggettivo che l’accompagna:”bel”. Infatti il Danubio risulta essere il fiume più contaminato d’Europa. Vittima – pensate! – di una valanga di antibiotici, sette addirittura, tra i quali la claritromicina, che noi umani usiamo per combattere polmoniti e bronchiti.

E’ persino facile immaginare che questi medicinali finiscano nel Danubio insieme ad altri rifiuti. E c’è poco da consolarsi supponendo che sia un caso unico:stando a uno studio dell’Università di York, tutti i fiumi del mondo sono malati. In Italia un monitoraggio di cinque-sei anni fa accertò  presenze, diciamo così “farmaceutiche” nel Po,nel Lambro e nell’Adda.

Ma come finiscono gli antibiotici nei fiumi all’est e all’ovest del  mondo? Sono almeno tre le risposte che si possono dare a un simile interrogativo:una parte proviene dagli allevamenti, un’altra direttamente dai residui delle industrie farmaceutiche e infine da un trattamento non ottimale delle acque reflue. Spesso le  concentrazioni sono altissime e addirittura fuori controllo.

Un altro fiume famoso risulta tra i malati: il Tamigi,che scorre per oltre trecento chilometri nell’Inghilterra meridionale bagnando tante città famose, da Oxford a Londra:è contaminato da cinque diversi antibiotici, e fra questi la ciprofloxacina. Siamo dunque di fronte a un vero e proprio avvelenamento dei corsi d’acqua. E perciò l’Organizzazione mondiale della sanità(OMS) continua a gridare, che se non si interviene ora, nel 2050 le infezioni potrebbero uccidere dieci milioni di esseri umani.Una vera ecatombe.

E qui mi sento di fare una piccola annotazione. Tutti abbiamo notato ogni qual volta si affronta un problema ambientale, che gli esperti dopo aver denunciato il problema indicano una data-limite, in questo caso il 2050( anche se io ho nell’orecchio il 2030 come limite più prossimo). Guai ad arrivare a quell’anno- è sottinteso – sarà la fine del mondo! Attenzione:nessuno si esprime così drasticamente ma si lascia sempre intendere il peggio. E quindi in questo caso o provvediamo a curare subito i fiumi oppure in quell’anno che ci appare così remoto sarà il disastro, la catastrofe.Il paradosso sta nel fatto che gli antibiotici sono dei medicinali.O mi sbaglio?

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup