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Cammino dei Briganti

I Cammini dei Briganti

Michele Pietropaoli e Antonio Gasbarrone: chi erano costoro? Due briganti, a loro modo molto famosi nel 19° secolo tra il Lazio e l’Abruzzo. L’uno a capo della Banda di Cartore, l’altro della banda che portava il suo nome. E che stanno tornando di moda perchè in qualche modo una parte della storiografia sta ammantando di una patina di “partigianeria” quei briganti che operavano tra i monti: sequestri di persona (anche di parroci), omicidi, furti, incendi, grassazioni, estorsioni in fondo – dicono alcuni storici – erano fatti contro chi aveva da dare e non dava, contro chi affamava il popolino e contro lo Stato. Che all’epoca era quello Borbonico, in Abruzzo, e quello Pontificio nel Lazio.

Una sorta di novelli Robin Hood che proprio come il leggendario eroe inglese medievale, per compiere le proprie scorrerie battevano percorsi difficili da seguire per quasi tutti, soprattutto per gli eserciti regolari, pesanti e troppo attrezzati per correre in montagna. La montagna infatti è la protagonista di un fenomeno turistico di grande rilevanza nel nostro paese, che ha anche questo da offrire al turismo interno ed internazionale: i Cammini. Noi di Impakter Italia ci siamo occupati già della Via Lauretana, un percorso che collega l’Umbria e le Marche, pieno anch’esso di storie e posti storici, architettonici e naturalistici unici al mondo.

Il Cammino dei Briganti tra Lazio ed Abruzzo è un percorso di montagna che va dagli 800 ai 1300 metri di altezza, dura sette giorni ed è lungo 100 chilometri. Si parte e si arriva a Sante Marie un paese vicino a Tagliacozzo in provincia de L’Aquila. Si articola tra la Val de Varri e la Valle del Salto fino alle pendici del monte Velino. Si passa tra i boschi e le montagne della Marsica e del Cicolano.

Cammino dei Briganti

L’arrivo a Sante Marie

La natura di questo percorso, come dicono gli organizzatori, non è addomesticata quindi è necessario fare attenzione: bisogna avere sempre con sè una bussola, la guida e la mappa fornita dall’organizzazione. E poi delle forbici per dare una mano a tagliare rovi ed ortiche che crescono rigogliose. Inutile aggiungere che serve una notevole dose di calma e pazienza per saper interpretare segnali e bivi: tutto è segnalato ma non ancora in modo perfetto e la natura del percorso può trarre in inganno se si va di fretta.

Cammino dei Briganti

Il lago della Duchessa

Tutte le tappe del Cammino dei Briganti sono interessanti, ma tra queste una di quelle più affascinanti c’è quella del Lago della Duchessa (indicata come facoltativa per il quarto giorno partendo dall’Anello di Cartore). A circa 1788 metri è uno degli specchi lacustri più alti dell’Appennino centrale. E’ di origini carsiche ed è importante per gli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. Inoltre ha una rilevanza storica per gli ultimi 40 anni della Repubblica italiana: “Oggi 18 aprile 1978, si conclude il periodo “dittatoriale” della DC che per ben trent’anni ha tristemente dominato con la logica del sopruso. In concomitanza con questa data comunichiamo l’avvenuta esecuzione del presidente della DC Aldo Moro, mediante “suicidio”. Consentiamo il recupero della salma, fornendo l’esatto luogo ove egli giace. La salma di Aldo Moro è immersa nei fondali limacciosi del Lago Duchessa, alt. mt. 1800 circa località Cartore (RI) zona confinante tra Abruzzo e Lazio“. Firmato Brigate Rosse, ma era falso.

Trail dei Briganti

Una fase del Trail dei Briganti-Sonnino (LT)

A Sonnino in provincia di Latina per ora non c’è un percorso o un cammino dei Briganti organizzato come quello tra Lazio ed Abruzzo, la via Lauretana o la Francigena. Però da due anni si corre il Trial dei Briganti. Così chiamato perché il paese pontino era il luogo dove per gran parte della sua vita operò il brigante Antonio Gasbarrone. E durante i due percorsi in salita (24 e 12 km con dislivelli di 600 e 1.200 metri) l’Associazione Brigante Antonio Sonnino assiste i partecipanti con i suoi associati vestiti proprio come lo erano i briganti di fine ’700 e con le armi (finte, ovviamente) dell’epoca, tendendo agguati, sparando a salve al passaggio degli atleti, fingendo rapimenti delle donne che stanno per arrivare al traguardo di Sonnino. Si corre di sera, si parte alle 17 e si arriva dopo un’ora e trenta se si fa il percorso corto, dopo due ore e trenta se si affronta quello lungo. Ma c’è chi ci mette anche di più perciò è obbligatorio — dicono gli organizzatori di Trailrunworld — la luce frontale da mettere sulla testa. Si può dormire nei B&B della zona e volendo rifare il percorso da soli, attrezzandosi con i bastoni per la passeggiata in montagna

Trail dei Briganti

L’Associazione Brigante Antonio Gasbarrone di Sonnino (LT)

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