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I cambiamenti climatici sono già un problema che ci attanaglia

I cambiamenti climatici sono già un gravissimo problema? Il commento di un nostro lettore,GP, sulla pagina Facebook del nostro giornale “Potrebbe parlare di ben più gravi problemi che ci attanagliano?” è all’interno della discussione che si è aperta dopo il post che abbiamo scritto sull’invito di Papa Francesco ad un anno di riflessione sulle questioni ambientali.

La domanda del nostro lettore apre una riflessione importante: la questione ambientale, dello sviluppo sostenibile quanto è realmente sentita come “un grave problema che ci attanaglia“? Forse non così tanto come chi si impegna nel settore crede, a volte sostenuto da ricerche ed indagini più o meno popolari. Il Cittadino Medio crede che i problemi legati all’ambiente siano meno importanti, impellenti di altri ? Abbiamo pensato di mettere insieme i più gravi problemi ambientali che già oggi nel 2020 modificano la vita delle persone a causa dei danni provocati dall’uomo e dalle sue attività. L’uomo, centro dell’Universo, ha depredato, modificato l’ecosistema a seconsa dei suoi interessi di breve respiro. E ‘ecosistema, oggi si ribella.

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Il caldo

La temperatura media nei paesi economicamente più avanzati è di 13° ed è quella alla quale si ottiene il massimo del rendimento dell’attività dell’uomo. L’aumento previsto di 1 o 2 gradi progressivo da qui al 2100 cambierà nettamente le cose. Entro il 2040 – tra soli vent’anni – avremo 250 mila decessi specie in Europa (120 mila nell’UE) dovute ad ondate di calore che porteranno con loro anche malattie patogene trasmesse da vettori quali le pulci o le zanzare che date le mutate condizioni climatiche troveranno altre zone nelle quali crescere e diffondersi. E questo avrà effetti per circa 150 miliardi di euro.

Ivan Faiella della Banca d’Italia a pubblicato uno studio su Energia 3.19 nella quale racconta di come i cambiamenti climatici possono influire sull’economia reale e da lì trasmettersi sulla stabilità del sistema finan­ziario, al punto da diventare una ‘faccenda per banchieri centrali’, che di fatto hanno iniziato a porsi seriamente il problema.

Il progressivo aumento delle temperature si tradurrà in una riduzione della produttività del lavoro. Uno studio pubblicato su La Medicina del Lavoro riporta che temperature superiori ai 32 °C possono ridurre la produttività fino al 14%. L’aumento delle temperature accresce infatti il rischio dei lavoratori di contrarre malattie infettive trasmesse da vettori esterni e aumenta l’incidentalità sul posto di lavoro. I settori più esposti sono agricoltura e costruzioni“.

Un recente Rapporto dell’International Labour Organization (ILO), riporta come il fenomeno del calore eccessivo comporterebbe nel 2030 una contrazione globale delle ore lavorative del 2,2% con un impatto sul PIL pari a 2.400 miliardi di dollari.

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Acqua e inondazioni

L’aumento dei fenomeni di alluvioni ed esondazione dei fiumi sta già provocando un deterioramento e la contaminazione dell’ambiente: le inondazioni trasportano agenti inquinanti e chimici, acque reflue e di fognatura. Acque che contaminate che alla fine entrano nel nostro ciclo alimentare.

Ancora dallo studio di Ivan Faiella:”La ridotta disponibilità di acqua dovuta ai cambiamenti nelle precipitazioni potrebbe interferire con l’erogazione di energia e ridurre il potenziale di produzione di energia idroelettrica. Le regioni meridionali dell’Europa potrebbero dover affrontare crescenti carenze idriche”. Un buon esempio è rappresentato dall’anno 2017, che con le sue scarse precipitazioni ha fatto registrare uno dei valori più bassi della generazione idroelettrica degli ultimi decenni.

In tutti gli scenari considerati, l’Italia è il paese che subirà i danni maggiori dall’inasprimento dei processi alluvionali legati alle esondazioni dei fiumi

Molti impatti sulla società e sull’ambiente saranno dovuti ai cambiamenti degli estremi climatici. Si prevede che il rischio di alluvioni aumenti in molte regioni.” E sempre secondo il citato Rapporto del progetto PESETA, il nostro Paese, in tutti gli scenari considerati, è quello che subirà i danni maggiori dall’inasprimento dei processi alluvionali legati alle esondazioni dei fiumi. Appare in tutta evidenza il nesso con i fenomeni che in questi giorni vanno interessando diverse parti d’Italia.

Le alluvioni costiere, specialmente nella seconda metà di questo secolo, con l’innalzamento del livello del mare, subiranno un drastico aumento lungo la maggior parte delle coste europee. I trasporti e le altre infrastrutture critiche localizzate nelle pianure alluvionali e vicino al mare saranno sempre più soggette a danni e interruzioni a causa delle inondazioni”.

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Il fuoco

Le temperature più elevate favoriscono, e lo stiamo vedendo con crescente frequenza, gli incendi boschivi. Ogni anno nel continente europeo se ne verificano circa 70 000. La maggior parte di questi incendi sono dolosi, ma calore e siccità spesso finiscono per aggravare i danni complessivi. Alcuni incendi causano morti e danni alle proprietà, e tutti generano inquinamento atmosferico da particolato derivante dalla combustione: tali sostanze, a loro volta, possono causare malattie e morte prematura.

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