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Halloween: un “mostruoso”generatore di rifiuti

Halloween. O meglio anticamente Hallow Eve in celtico da cui la variante in scozzese che conosciamo tutti della festa del 31 ottobre cioè per gli abitanti delle isole britanniche – già dall’epoca antecedente Cristo –  il 31 ottobre segnava la fine dell’estate e la festività era Samhain dal gaelico antico Samhuinn che indica appunto la conclusione della stagione dei raccolti e l’inizio dell’inverno, la stagione. E’ la notte nella quale le anime dei morti tornano sulla terra con streghe, demoni e fantasmi. Dal Medioevo per celebrare questa ricorrenza la gente era solita  indossare maschere per allontanare la morte e fare riti propiziatori.

Dunque è un fatto, una festa, una ricorrenza originaria di quella che noi oggi chiamiamo Gran Bretagna – impegnata con la Brexit – e non con gli Stati Uniti dove nel corso del tempo ha assunto solo la connotazione horror più a causa del cinema e dei racconti letterari che altro. E dove è stata trasformata in un enorme affare commerciale che a sua volta è stato riesportato come un prodotto originale – in questo gli americani sono i numeri uno – in tutto il mondo. Ma da qualche tempo in Inghilterra si sono chiesti: quanti rifiuti produce il business di Halloween? La risposta è impressionante.

Halloween: lampade per il 31 ottobre

La stima è che quest’anno dopo il 31 ottobre ci saranno circa 2.000 tonnellate di rifiuti di plastica – equivalenti a 83 milioni di bottiglie –  generati dall’abbigliamento usa e getta per Halloween venduto dai principali rivenditori del Regno Unito.

Un’indagine di Hubbub, un ente di beneficenza ambientale, sugli abiti stagionali disponibili presso 19 supermercati e rivenditori – tra cui Aldi, Argos, Asos, Amazon, Boden, John Lewis, M&S, Next e Tesco – ha rilevato che l’83% del materiale utilizzato è costituito da plastica a base di petrolio che potrebbe finire in discarica.

Su 324 articoli tessili separati, il polimero plastico più comune è stato il poliestere, che rappresenta il 69% di tutti i materiali, mentre il cotone rappresenta solo il 10%.

Halloween: costumi

Hubbub e Fairyland Trust, un ente di beneficenza per la natura familiare, per esortare i consumatori a scegliere opzioni più rispettose dell’ambiente e Chris Rose, del Fairyland Trust, ha detto: “La cosa più spaventosa di Halloween ora è la plastica. Ogni anno si acquistano più costumi man mano che il numero di persone che partecipano ad Halloween aumenta. I consumatori possono far qualcosa per evitare di acquistare nuova plastica e vestirsi ancora per Halloween acquistando da negozi di beneficenza o riutilizzando i costumi, o facendosi i propri con materiali non plastici“.

La ricerca ha rilevato che più di 30 milioni di persone nel Regno Unito si vestono per Halloween e più del 90% delle famiglie prendono in considerazione l’acquisto di costumi. Sette milioni di abiti vengono buttati via ogni anno e solo una piccola parte viene riciclata.

Hubbub e The Fairyland Trust chiedono inoltre un’etichettatura migliore e più coerente su tali indumenti, poiché molti consumatori non si rendono conto che materiali come il poliestere sono di plastica. Uno studio del 2017 ha rilevato che meno dell’1% del materiale utilizzato per produrre capi d’abbigliamento viene riciclato in capi d’abbigliamento nuovi.

Trewin Restorick, l’amministratore delegato di Hubbub, ha detto: “Questi risultati sono orribili. Tuttavia, l’impronta totale dei rifiuti di plastica di Halloween sarà ancora più alta se si tiene conto di altri materiali plastici di Halloween, come i kit per le feste e le decorazioni, molte delle quali sono anche di plastica, o gli imballaggi alimentari“.

David Bolton, un consulente politico sui prodotti al dettaglio presso il British Retail Consortium, ha detto: “I rivenditori stanno lavorando duramente per ridurre l’uso non necessario di plastica; tuttavia, i materiali utilizzati per i costumi dei bambini sono scelti per la sicurezza. I rivenditori prendono molto seriamente la sicurezza dei bambini ed è per questo motivo che sosteniamo l’attuale scelta dei materiali“.

 

 

 

 

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