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Green pass. cosa serve

Green pass, la guida: a cosa serve e come ottenerlo

Dai ristoranti al chiuso ai concerti, dalla piscina ai cine,a, fino ai concorsi pubblici e alle ferie. Dal 6 agosto in poi bisogna familiarizzare con il green pass, il certificato di avvenuta vaccinazione al Covid-19 che sarà un lasciapassare per il ritorno alla normalità. Di fronte alla minaccia della variante Delta (qui l’articolo di Impakter Italia che racconta la minaccia) Il governo, nel Consiglio dei ministri del 22 luglio, ha dato il via libera alla misura che rende necessario, dai 12 anni in su, il documento per svolgere numerose attività. La durata della certificazione è di nove mesi per chi ha completato il ciclo di vaccino vaccino, mentre per i guariti è di soli nove mesi. È stato previsto anche un green pass “temporaneo”, della durata di 48 ore, mostrando l’esito di un tampone negativo. L’esecutivo, in questo senso, ha previsto che i test abbiano un prezzo calmierato per garantire chi non ha potuto fare il vaccino o, per ragioni di salute, non può ricevere la somministrazione.

A cosa servirà il green pass?

Per l’accesso ai ristoranti e ai bar, al chiuso e con servizio al tavolo, sarà necessario mostrare la certificazione. Inoltre bisognerà esibirla per partecipare a spettacoli aperti al pubblico, come concerti e e competizioni sportive, appuntamenti culturali, come musei, mostre e cinema. Anche per andare in piscina, centri natatori, palestra, centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso, occorre essere in possesso del green pass. E ancora: bisogna mostrare la certificazione per recarsi a sagre, fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento. Infine, per attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò e per la partecipazione ai concorsi pubblici.

Green pass

Il Green pass

Come si ottiene la certificazione?

Il rilascio dopo la vaccinazione avviene quindici giorni dopo la somministrazione della prima dose  e poi entro 48 ore dalla seconda dose. Il modo più diretto è il download dell’app Io, per cui comunque è necessario richiedere lo Spid per l’attivazione del servizio. In alternativa è possibile impiegare l’app Immuni, inizialmente pensata per favorire il contact tracing. In questo caso è necessario trascrivere gli ultimi numeri della tessera sanitaria e inserire l’authcode, il codice rilasciato nella mail inviata, dopo la somministrazione del vaccino, all’indirizzo indicato in sede di prenotazione.

È possibile, poi, accedere al recupero della certificazione, attraverso il Fascicolò sanitario elettronico, in base alle disposizioni regionali. Tutte le informazioni, comunque, sono a disposizione sul sito dcg.gov. Per chi non riesce a compiere l’operazione in maniera digitale può ricorrere al medico e al farmacista, accedendo con le proprie credenziali al Sistema Tessera Sanitaria. Servono il codice fiscale e i dati della Tessera Sanitaria. La violazione delle norme comporta una sanzione variabile dai 400 ai 1.000 euro. Nel caso in cui la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio subirà la chiusura da 1 a 10 giorni. Saranno i titolari delle attività a dover verificare che gli utenti abbiano la certificazione.

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