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Grano Senatore Cappelli

Grano Senatore Cappelli: un network di sostenibilità

Filiera e sostenibilità sono gli elementi della matrice economica delle aree locali, soprattutto di quelle interne a bassa densità di popolazione. Dopo anni di una gestione di sussistenza legata a un’ipertrofica produzione industriale, si sta assestando una tendenza alla valorizzazione dei prodotti a marchio riconosciuto, derivante dalle realtà indigene, come chiavi di lettura di identificazione territoriale.

Una valida dimostrazione, sono proprio i grani antichi, varietà cerealicole riqualificate e ripristinante all’interno delle zone con una tendenza allo spopolamento, dove l’agricoltura, nonostante tutto, resta ancora il traino fondante della sussistenza. Le varietà di frumento duro, la Cappella, la Saragolla e la Marzellina, sono quelle che abitano i rilievi dell’Alta Irpinia e del Sannio.

Grano Senatore Cappelli: origini e caratteristiche

Grano senatore Cappelli farina

Photo credit: https://www.flickr.com/photos/[email protected]/36843232773/

Il grano Senatore Cappelli o Cappella, riprende la sua connotazione onomastica, proprio dal senatore dell’abruzzese Raffaele Cappelli, padre della Riforma Agraria, promuovendo questa spiga di notevole altezza, ben un metro e ottanta. Cereale versatile viene utilizzato sia per la pasta, distinguibile per la lunga cottura e la farinosa consistenza che ben persiste al palato con la sua presenza gustativa decisa, sia e soprattutto per la panificazione, prodotto da forno che restituisce, a chi lo assaggia, sapori di un tempo.

Le origini di questo chicco di dimensioni ridotte ma dal polivalente potenziale, risalgono a poco più di un secolo fa, come conseguenza di uno studio di perfezionamento scientifico del genetista Nazareno Strampelli, deciso a sopperire alla necessità del problema della fame del popolo italiano in epoca bellica, grazie alla risultante del rapporto resa – apporto nutrizionale. Rilasciata nel 1915, come esito degli studi che il genetista adeguò presso Masseria Manfredini a Foggia, la varietà entrò immediatamente in produzione.

Questa conclusione fu motivo di crescita della cerealicoltura nel settore dell’agroalimentare italiano fino agli anni Sessanta.  Ad essere precisi, il Senatore Cappelli è la scelta di una selezione del frumento duro tunisino Jean Rhetifah, poi inserito nella tradizione e biodiversità italiana, impiantato genericamente nelle aree meridionali quali Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna e sensibilmente nelle regioni dell’Italia Centrale.

Valorizzazione del grano Senatore Cappelli

Il pane fatto con il grano senatore Cappelli
Photo credit: https://www.flickr.com/photos/[email protected]/5250470835

Il Gal Cilsi, Agenzia di Sviluppo Locale operante in Irpinia, ha attuato, da poco meno di un decennio, un progetto  sulla valorizzazione della filiera cerealicola, con il supporto del CRA di Foggia, e del Consorzio F.A.I. – Formicoso Alta Irpinia – Agricoltura e sviluppo sostenibile. La proposta, raggruppante gli agricoltori che producono in Alta Irpinia il Senatore Cappelli, promuove e sostiene un’attività di produzione e commercializzazione dei prodotti trasformati, incentrati principalmente su valori di versatile sostenibilità, dall’economica, con l’aumento del volume d’affari locale e, quindi, del reddito degli stessi produttori, all’ambientale, con l’incremento di produzioni a sostegno degli ecosistemi presenti, grazie alle naturali attività di rotazione di grano e foraggio, come palliativo ai concimi chimici, pesticidi e diserbanti.

Il lavoro di sostegno ai produttori locali, attraverso un’attività di sensibilizzazione e informazione territoriale, dedita alla semina del grano Senatore Cappelli, ha oggi ottenuto il certificato ‘R2 agricoltura biologica’, regolato persino dal Disciplinare della Filiera Cerealicola per la produzione di pane e prodotti da forno biologici.  L’iniziativa, con esordio nel 2010, con un’opera di avvicinamento e di sensibilizzazione degli agricoltori, è stata concretizzata dal manifestato interesse della sottoscrizione del Disciplinare di Produzione, utile all’avviamento di una cospicua produzione con l’acquisto delle sementi del grano Senatore Cappelli, con capofila di coltivazione Irsina, piccola cittadina poco popolosa in provincia di Matera.

Un network per la qualità

Il GAL, come Struttura di Assistenza Tecnica e Servizi Innovativi, con acronimo di SAT, si è impegnata ad avviare l’accompagnamento e l’assistenza alle aziende della filiera del grano e a monitorare gli avanzamenti sul Quaderno di Campagna. Già dall’anno successivo, nel 2011, la rete di produttori dell’Alta Irpinia è riuscito a ripetere un secondo anno di sperimentazione con il sostegno del Gal Cilsi. L’attività di sostegno alla filiera cerealicola è proseguita, poi, con l’individuazione e il coinvolgimento di nuovi soggetti operanti nel settore della trasformazione.

In un solo biennio, la sperimentale “Rete Territoriale – Filiera del Grano Cappelli” è riuscita a costituire tra gli agricoltori aderenti al network precostituito, un consorzio di tutela a marchio di qualità, realizzando ben 13 formati di pasta con precise caratteristiche nutrizionali e organolettiche, come quelle antinfiammatorie e di riduzione del colesterolo, solo per citarne alcune.

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