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Governi e politiche climatiche. Cosa c’è in ballo

Governi alle prese con gli impegni sul clima. Gli ultimi giorni sono stati assai ricchi di eventi per chi si occupa di cambiamenti climatici. Non solo il Presidente degli Stati Uniti ha rilanciato la leadership USA su questi temi, ma ha anche annunciato nuove politiche verdi. Soprattutto riguardo al tema delle emissioni di carbonio. Tutti temi sul tavolo dei governi di vari paesi.

Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda, per prima al mondo, ha introdotto un disegno di legge che imporrà al settore finanziario di riferire riguardo l’impatto dei cambiamenti climatici delle attività finanziate e di spiegare come saranno gestiti i rischi legati al cambiamento climatico. Circa 200 organizzazioni in Nuova Zelanda, tra cui banche, assicuratori, gestori di investimenti con più di 1 miliardo di dollari neozelandesi di attività, dovranno fornire informazioni sui rischi legati al clima. “Semplicemente non possiamo arrivare a zero emissioni nette di carbonio entro il 2050 a meno che il settore finanziario non sappia quale impatto stanno avendo i loro investimenti sul clima”, ha detto James Shaw, ministro del cambiamento climatico del paese.

Francia

Nel tentativo di ridurre le emissioni di carbonio, i legislatori francesi hanno votato il divieto per i voli brevi interni,  laddove esistano alternative di mobilità facilmente praticabili. La proposta di legge porrebbe fine alle numerose rotte per le quali esistono alternative su rotaia in grado di coprire le stesse distanze in due ore e mezzo al massimo. Tuttavia, crescono le critiche a questa proposta di legge. E non solo da parte del settore delle compagnie aeree. Molti critiche arrivano infatti da manifestanti attenti al clima. Questi sostengono che tale provvedimento sarebbe troppo debole e che non aiuterebbe la Francia a rispettare la sua promessa di ridurre le emissioni di carbonio del 40% dei livelli del 1990 entro il 2030.

Regno Unito

Il governo del Regno Unito ha fissato un nuovo ambizioso obiettivo nazionale per ridurre le emissioni di carbonio del 78% entro il 2035. L’annuncio, che dovrebbe essere convertito in legge, anticipa di 15 anni l’attuale obiettivo ora vigente e rappresenterebbe una porterebbe l’UK in una posizione di leadership mondiale. Raggiungere il nuovo obiettivo richiederebbe più auto elettriche, riscaldamento a basse emissioni di carbonio, energia rinnovabile e persino la riduzione dell’assunzione di carne e latticini.

I rapporti dicono che l’annuncio ha lo scopo di incoraggiare altri governi a prendere impegni più ambiziosi prima del discorso delle Nazioni Unite alla COP26, che sarà ospitato nella città britannica di Glasgow nel prossimo novembre. “Il Regno Unito ospiterà imprese pionieristiche, nuove tecnologie e innovazione verde. Il tutto mentre progrediamo verso le emissioni nette zero, gettando le basi per decenni di crescita economica e la creazione di migliaia di posti di lavoro”, ha affermato il primo ministro britannico Boris Johnson.

Unione Europea

L’Unione Europea ha raggiunto un accordo sulla “legge europea sul clima”, che renderà per la prima volta legalmente vincolanti gli obiettivi del blocco climatico. Con l’obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra del 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, e zero emissioni nette entro il 2050, la legge europea sul clima prevede nuove regole per rafforzare i meccanismi di tariffazione del carbonio, incoraggiare il risparmio energetico, aumentare la produzione di energia rinnovabile e il trasporto sostenibile.

Ma non tutti sono entusiasti di questa mossa. Molti attivisti per il clima affermano che l’accordo è stato affrettato e che non è all’altezza del taglio delle emissioni del 65% richiesto entro il 2030, un obiettivo che gli scienziati ritengono cruciale.

Articolo tratto da Impakter.com.

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