Back

Gli obiettivi del Global Strike for Future

Grande successo per il Global Strike for Future, la mobilitazione planetaria per il clima che ha visto sfilare giovani e giovanissimi in tutto il mondo, ispirati dalla tenacia della giovane attivista norvegese, Greta Thunberg.

Ma quali sono esattamente gli obiettivi di questa grande sollevazione delle giovani generazioni contro il sordo mondo degli adulti? Quali sono le richieste di chi ieri ha manifestato contro il cambiamento climatico? Al di là dell’aria gioiosa dei manifestanti, si tratta di obiettivi politici ben precisi, che chiamano in causa i governi e metteno in discussione il nostro modello di sviluppo.

In primis c’è la riduzione delle emissioni di CO2 e metano. L’eccessiva concentrazione di questi gas è dovuta all’attività umana: industria, agricoltura, allevamento, trasporti; ed è responsabile del global warming, l’innalzamento della temperatura media sul pianeta. Si parla in questo caso di effetto serra antropico,

Il global warming impatta in modo distruttivo sulla nostra vita, su quella delle altre specie animali, sull’ambiente.

L’organizzazione meteorologica mondiale (WMO, World Meteorological Organization) ci informa che nel 2017 le emissioni di CO2 hanno raggiunto «un nuovo picco record». Dal 1991 ad oggi il livello è aumentato del 41%. Il risultato è che la concentrazione terrestre di CO2 è comparabile a quella della Terra di 3-5 milioni di anni fa. Questo fa prevedere un ulteriore incremento della temperatura media terrestre e l’innalzamento del l ivello dei mari. Nella Terra di 3-5 milioni di anni infatti la temperatura era superiore di circa 2-3 gradi centigradi mentre il livello dei mari superava di circa 10-20 metri quello attuale.

Già ad oggi l’inquinamento atmosferico provoca 7 milioni di vittime all’anno e perdite economiche intorno ai 5.000 miliardi di dollari. Mentre secondo il WWF, il riscaldamento globale rappresenta la più grande causa di estinzioni di specie in questo secolo. Un aumento medio di 1,5 ° C può mettere a rischio di estinzione il 20-30% delle specie. Molte delle specie minacciate vivono in aree che saranno gravemente colpite dai cambiamenti climatici, che stanno avvenendo a un ritmo tale che molte specie non riusciranno ad addattarsi.

Gli oceani inoltre assorbono enormi quantità di anidride carbonica. L’aumento di temperatura delle acque e della concentrazioni di CO2 rendono gli oceani più acidi. Questo distrugge le barriere coralline. Se il riscaldamento dovesse raggiungere i 2 gradi centrigradi tutte le barriere coralline andrebbero perse. Oltre alla strage di fauna marina dobbiamo pensare soprattutto a quel mezzo miliardo circa di persone che trovano nei pesci e nelle barriere coralline la principale fonte di proteine.

Riguardo a queste tematiche, l’ispiratrice della mobilitazione, Greta Thunberg, aveva già messo Donald Trump davanti alle sue responsabilità, dato che il tycon della Casa Bianca, nel 2017, aveva scelto di abbandonare il protocollo di Kyoto, l’accordo internazionale che pone le regole per limitare le emissioni dei gas serra.

Ma i giovani del Global Strike for Future chiedono anche di ripensare il nostro modello di sviluppo non solo in termini di emissioni di gas serra da parte delle industrie, ma anche sotto un aspetto più generale; educando cioè tutti gli abitanti di questo pianeta all’adozione di un regime di vita sostenibile, sul quale fondare un nuovo modello di sviluppo, appunto, uno sviluppo sostenibile. Il tema è stato al centro della quarta sessione dell’Assemblea ambientale delle Nazioni Unite (UNEA-4), svoltasi a Nairobi nei giorni 11-15 marzo scorsi.

Si può partire da alcune semplicissime regole di vita per limitare le emissioni di gas serra e al contempo l’inquinamento di boschi, foreste, mari, fiumi e laghi.

Ad esempio, per spostarsi, limitare l’uso dei mezzi privati e aumentare quello dei mezzi pubblici. Scegliere elettrodomestici con basso consumo energetico. Non lasciare le luci accese quando non serve. Installare fonti di energia rinnovabile come pannelli solari e fotovoltaici. Su quest’ultimo aspetto l’Italia è in affanno.

Altri importanti accorgimenti possono essere variare le abitudini alimentari, limitando il consumo di carne. L’allevamento di bestiame è infatti un’attività ad alto costo energetico e alta produzione di gas serra. Inoltre, riciclare e riutilizzare confezioni e contenitori e fare una buona raccolta differenziata.

Questo sono le richieste che i giovani di tutto il mondo hanno fatto ieri agli adulti. Prendere importanti decisioni politiche in ambito internazionale e, scendendo di livello, dare il buon esempio nella spicciola quotidianità. Nulla di meno e nulla di più che compete, appunto, agli adulti.

Red