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antonio lubrano

Gli alberi come promessa elettorale

Prima o poi doveva succedere: gli alberi come promessa elettorale. A Milano la campagna per l’elezione del nuovo sindaco è caratterizzata dalle intenzioni verdi dei protagonisti sia a destra che a sinistra. Beppe Sala,per esempio, sindaco uscente in attesa di conferma, ha già proclamato il suo obiettivo: tre milioni di alberi da piantare e far crescere in tutta l’area metropolitana. Luca Bernardo a sua volta, candidato della destra,punta sul rialzo della cifra: parla di tre milioni e mezzo di alberi.Sia l’uno che l’altro danno al loro proposito un termine, il 2030. C’è di più: il centrosinistra vuole circondare di verde la città con un unico grande parco metropolitano, che si aggiunge a quelli già esistenti e che, bisogna riconoscerlo, sono ben curati. Ma entro la fatidica data del 2030  l’ambizioso progetto prevede addirittura la creazione di 20 nuovi parchi per dare un polmone verde a tutti i quartieri della metropoli.

La destra del candidato Bernardo vuole fare di più. Si è posta come obiettivo una sorta di dote da assegnare a ogni singolo abitante della città: a ciascuno 30 metri quadrati di verde . Francamente si stenta a crederlo, siamo troppo abituati alle promesse dei politici che talvolta si rivelano ingannatrici o irrealizzabili. Si tratta perciò di capire come saranno realizzati questi ambiziosi propositi.

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Non si può negare tuttavia che questa sfida ambientale ha un suo grande fascino in una città come Milano che da sempre è considerata il simbolo della creatività italiana. E che i buoni propositi di sinistra e di destra possono diventare realtà concrete lo dimostra il fatto che negli anni scorsi, cioè assai prima dell’attuale campagna elettorale, sono state già messe a dimora quasi trecentomila piante di alto fusto. Il progetto simpaticamente intitolato a suo tempo  “ForestaMi” sta dando – come dire – il suo frutto visivo, nel senso che si ammirano più alberi d’alto fusto in giro. La sfida ambientale delle forze in campo dovrebbe concretizzarsi anche su un altro versante estetico:la totale cancellazione dei graffiti che compaiono con assurda frequenza sui muri della città.I politici dei due versanti parlano di “vigili per l’ambiente”, di persone cioè che abbiano il compito costante di ripulire le facciate dei palazzi e i monumenti deturpati. Buoni propositi, dobbiamo convenirne. Purchè dopo le elezioni si realizzino veramente.

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