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Glasgow manterrà “quello che Parigi ha promesso” ?

Glasgow, Scozia. I leader mondiali sono riuniti per la conferenza sul clima COP26 delle Nazioni Unite. Circa 120 leader parteciperanno ai tanto attesi colloqui globali sul clima. I capi di stato e di governo discuteranno quali passi intendono intraprendere per affrontare il cambiamento climatico. Ai discorsi iniziali seguiranno da negoziati tecnici per discutere su come i paesi possono far rispettare le regole dell’Accordo di Parigi 2015. I prossimi giorni daranno il tono alle prossime due settimane di negoziati. La speranza è vedere impegni ambiziosi per ridurre ulteriormente le emissioni, per decarbonizzare e indirizzare gli sforzi finanziari in favore dei paesi in via di sviluppo, verso un rinnovamento tecnologico orientato alla sostenibilità ambientali.

Che sia il momento delle scelte, non solo degli annunci

La COP26 è “la nostra ultima migliore speranza per mantenere 1,5° a portata di mano”, ha annunciato il presidente della conferenza Alok Sharma nel suo discorso di apertura. Sharma si augura  che i leader possano dimostrare che Glasgow manterrà ciò che “Parigi ha promesso“. Parlando con 120 leader mondiali, dichiara che “insieme, possiamo cogliere le enormi opportunità per una crescita verde, per buoni posti di lavoro verdi, per un’energia più economica e più pulita”. Il primo ministro britannico Boris Johnson è stato il primo oratore.

Ha dato così il benvenuto agli ospiti al World Leaders Summit. “L’umanità ha da tempo analizzato il timing sul cambiamento climatico.  Manca un minuto a mezzanotte e dobbiamo agire ora”, ha annunciato il premier inglese. Nella sua metafora, Johnson pone l’inizio del timing nel giorno in cui James Watt inventò il motore a vapore. Esattamente 250 anni fa in Scozia. Usa questo esempio per riferirsi all’Occidente che si arricchisce attraverso le proprie rivoluzioni industriali. Queste però hanno emesso un’immensa quantità di emissioni di gas serra. Ha quindi ribadito la necessità che i paesi sviluppati si assumano la responsabilità per il cambiamento climatico. Inoltre li ha esortati a garantire finanziamenti per le politiche climatiche in favore dei paesi a basso reddito.

Dopo di lui ha parlato da Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite. Questi ha affermato che la “catastrofe climatica” è causata dalla “nostra dipendenza dai combustibili fossili” che “sta spingendo l’umanità sull’orlo. Siamo di fronte a una scelta netta” ha poi aggiunto. “O la fermiamo, o fermerà noi. È ora di dire basta”.

Su Glasgow tante speranza, ma altrettanto scetticismo

La cerimonia di apertura e il primo giorno della COP26 sono ora passati. Inizia ora la fase del confronto e, se possibile, delle decisioni. Molti osservatori però rimangono scettici sul fatto che la retorica possa trasformarsi in azioni chiare.

Greta Thunberg ha lanciato un appello sull’urgenza che i Capi di Stato in questo vertice prendano finalmente una decisione. Nel corso della giornata la giovane attivista si è unita a una protesta a Londra. Gli attivisti hanno chiesto che le banche smettano di approvare prestiti finanziari a progetti e aziende che utilizzano combustibili fossili.

Traduzione parziale dell’originale presente su Impakter.com, scritto la Lili Cariou.

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