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Rivoluzione verde: cosa accade in Germania ?

Un’onda verde che ha scosso la politica in Germania. L’equilibrio consolidato degli ultimi anni sembra essersi eroso e destinato a cambiare, anche a causa degli anni trascorsi al potere dalla Groko, la Große Koalition. Anni di governo che hanno rappresentato un ciclo importante, ma come tutti i cicli sembra essere giunto al capolinea. Del resto Angela Merkel ha già annunciato il passo indietro dalla politica al termine del mandato da Cancelliera. Questo mentre i socialdemocratici della Spd sono in grande affanno: la leader Andrea Nahles si è dimessa dopo il deludente risultato, il 15,8%, alle Europee.

La spinta dei Grünen, i Verdi, è sempre più decisiva per imprimere un cambiamento. Il quadro politico tedesco sta vivendo una fase di incertezza, tanto che Annalena Baerbock, co-leader dei Grünen, non ha esitato a prefigurare uno scenario di elezioni prima della scadenza naturale della legislatura prevista per il 2021. E l’esito potrebbe segnare una svolta storica. Secondo un sondaggio realizzato pochi giorni dopo le Europee, i Verdi sono addirittura diventati il primo partito nelle intenzioni di voto, raggiungendo il 27%, un punto sopra i cristianodemocratici della Cdu.

Il tramonto di Angela, le incertezze di Akk

Una delle certezze politiche è che Angela Merkel, cancelliera dal 2005, lascerà la scena. Al suo posto ci sarà Annegret Kramp-Karrenbauer, già eletta leader della Cdu. Dopo il buon esordio nel suo ruolo, nello scorso dicembre, Akk (come viene chiamata) ha perso smalto, soffrendo la competizione a destra con l’Afd (i populisti in Germania), trascinati dalla leadership di Jörg Meuthen.

Qualche gaffe e la difficoltà di proporre un’azione incisiva stanno facendo diminuire i consensi della Cdu. Il 28,9% è al di sotto delle aspettative e conferma un trend di calo preoccupante. Kramp-Karrenbauer è quindi chiamata a rivitalizzare il partito, pur sapendo che il timone del governo resta nelle mani della Merkel. Anche in caso di sfaldamento della Groko, il pallino è nelle sua mani. Una presenza non proprio secondaria.

I Verdi straripano

L’unico vero messaggio forte arrivato dalle Europee è quello dell’affermazione dei Verdi, più che dalle forze sovraniste. La Germania è stata capofila di questa rivoluzione. Robert Habeck e Annalena Baerbock, i due leader dei Verdi, hanno saputo intercettare il consenso, cogliendo la volontà di cambiamento dell’elettorato tedesco. Una rottura con il passato in grado di coniugare l’ambiente all’economia, tenendo insieme ai diritti sociali, altro punto di forza nel programma dei Grünen. Un mix di opposizione intransigente e di responsabilità nella proposta. Come l’ancoraggio europeista.

Cosa resta della Spd e l’avanzata populista

La Groko sta danneggiando ancora di più la Spd, che non a caso nel 2017, quando alla guida del partito c’era Martin Schulz, aveva annunciato la fine dell’alleanza. Poi, però, è scattato il senso di responsabilità e la coalizione è stata rimessa in piedi. E di fatto ha portato all’erosione continua del consenso, fino appunto alle dimissioni di Nahles. Ennesima leader sacrificata sull’altare della coalizione con la Cdu. Il pericolo, da non sottovalutare, è l’irrilevanza.

Il sostituto sarà eletto il prossimo dicembre, per tentare una riorganizzazione. I nomi più quotati sono Manuela Schwesig, prima ministra del Land Meclemburgo-Pomerania, e Malu Dreyer, premier in Renania-Palatinato. Ma non sono escluse altre candidature alla leadership, chiamata a risollevare una situazione complicata.

All’estrema destra, invece, l’Afd continua a non sfondare, ma resta una minaccia all’orizzonte. Il messaggio populista, infatti, può attecchire in maniera più veloce nel caso in cui l’alleanza di governo non riuscisse più a offrire risposte, finendo nella palude dell’indecisione tra conservazione del potere e il ritorno al voto. Con un salto nel vuoto per i partiti tradizionali.

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