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Germania: Cdu a congresso, tre candidati per il dopo Merkel

La Germania dopo Angela Merkel. Il primo atto di questo passaggio storico, che va ben oltre i confini tedeschi per i suoi risvolti, è atteso nelle prossime ore. La parola spetta a mille delegati. La Cdu, i cristianodemocratici, è chiamata a eleggere il nuovo presidente. Che potrebbe essere anche il candidato per il ruolo di cancelliere alle elezioni del 26 settembre. Anche se non è scontato, vista la crescente popolarità del leader della Csu, il gemello bavarese della Cdu, Markus Söder. L’importanza del voto è evidente, per l’impatto complessivo sull’Europa. Basti pensare al ruolo della Germania nel perseguimento di politiche incentrate allo sviluppo sostenibile. Un traino, anche per quanto riguarda il modello verde in politica.

I candidati alla guida della Cdu

Inizia così un lungo anno di campagna elettorale, che sarà reso ancora più impegnativo dalla pandemia di Covid-19, che sta colpendo duramente anche la Germania. In realtà la Cdu aveva già provato a individuare in Annegret Kramp-Karrenbauer, nota con l’acronimo di Akk, l’erede di Merkel. Ma alcuni scivoloni hanno compromesso le sue ambizioni: fatale è stato l’accordo in Turingia, da parte della Cdu regionale, con l’ultradestra di Afd.

Kramp-Karrenbauer ha rassegnato le dimissioni, riaprendo la partita della guida dei cristianodemocratici. La competizione vede in campo tre candidati, che però non sembrano in grado di poter condurre il partito con la stessa solidità dell’attuale cancelliera. Armin Laschet, Friedrich Merz e Norbert Röttgen si contendono la presidenza, ma sono consapevoli che potrebbero dover rinunciare alla corsa per la guida del governo: per la cancelleria circolano altri nomi.

Il triplo legame tra Merz, Röttgen e Laschet

Friedrich Merz

Il favorito al congresso della Cdu, secondo i recenti sondaggi, è comunque Merz, 65 anni. Ex deputato (è stato in Parlamento dal 1994 al 2009), ha ricoperto il ruolo di capogruppo della Cdu al Bundestag. Da oltre dieci anni, però, non ricopre incarichi ufficiali, anche a causa di posizioni divergenti dalla Merkel. Si tratta del candidato considerato più conservatore su temi come immigrazione, diritti civili e anche in economia: spiccano le posizioni liberiste. Insomma, con lui sarebbe più difficile il confronto con i socialdemocratici della Spd e anche con i Grünen, i Verdi tedeschi, il confronto non sarebbe proprio semplice. L’aspetto più curioso è che Merz è stato anche consigliere di Röttgen e poi commissario per Laschet. Insomma, conosce molto da vicino i suoi rivali.

Sono legati ancora di più di destini di Röttgen e Laschet: entrambi hanno creato le basi della loro carriera nel Land Nord Reno-Westfalia. Röttgen, 55 anni, è ora presidente della commissione Esteri ed è il più giovane della competizione interna ai cristianodemocratici. Fin dall’inizio degli anni Duemila sembrava destinato a ruoli di prestigio, tanto da essere nominato ministro dell’Ambiente nel 2009, in un governo presieduto da Merkel: nel 2012, però, ha subito una brutta sconfitta da candidato leader nel Nord Reno-Westfalia. Il risultato lo ha costretto al passo indietro da ministro, con un parziale ridimensionamento: da allora è molto attivo sulla politica estera. Il tentativo di rilancio punta sulla richiesta di un rinnovamento della classe dirigente della Cdu. Senza tuttavia rinnegare le scelte di Merkel con cui si pone in sostanziale continuità, soprattutto sul convinto europeismo.

Norbert Röttgen

Cdu: chi è il preferito dell’establishment

Laschet, 59 anni, è l’uomo di partiti per eccellenza: punta proprio a mettersi in scia alla cancelliera in carica. Sulle politiche migratorie è stato un alfiere dell’integrazione, anticipando le posizioni assunte negli anni di Merkel. Dal giugno del 2017 è ministro-presidente del Nord Reno-Westfalia: una vittoria che gli ha conferito prestigio. Ma paradossalmente ora è sotto attacco per la gestione della pandemia nel Land. La sua candidatura è sostenuta da esponenti di primo piano del partito, tra cui l’ormai ex presidente Annegret Kramp-Karrenbauer, a cui si è aggiunto Manfred Weber, capogruppo del Partito popolare europeo all’Europarlamento. Per rafforzare la sua posizione, Laschet ha annunciato la volontà di nominare il popolare ministro della Salute, Jens Spahn, come suo vice. E qualche osservatore prevede che la mossa sia il preludio alla candidatura come cancelliere a settembre.

Armin Laschet

Spahn, da parte sua, è chiamato a gestire l’emergenza Covid-19: una fase eccezionale che gli ha permesso di superare la sconfitta al congresso della Cdu del 2018, in cui c’è stato il trionfo di Akk. L’emergenza lo ha rimesso al centro della scena. Ma la concorrenza è forte. Con il bavarese Söder spettatore interessato del congresso del partito gemello.

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