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Gender gap

Gender gap: la sfida di rieducazione degli uomini

La parità di genere passa, inevitabilmente, anche dagli uomini. Se le donne si battono per eliminare il gender gap in ogni ambito, non è pensabile raggiungere il risultato senza un impegno anche maschile. Una rieducazione degli uomini in favore delle donne. Almeno è questo il ragionamento di Alan Greig, consulente del progetto dell’Undp (il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) Targeting Men, Transforming Masculinities. L’esperto ha messo in evidenza alcune pratiche per migliorare la situazione, provando a rovesciare vari paradigmi del femminismo.

“È sempre più evidente che lavorare con gli uomini può essere utile per il programma femminista e per l’emancipazione di donne e ragazze”, spiega l’analista. Tuttavia, occorre comprendere “se il nostro lavoro con gli uomini sia diventato troppo concentrato sul cambiamento comportamentale piuttosto che strutturale”, osserva Greig. Secondo cui è necessario “considerare le critiche delle coalizioni femministe secondo cui questo lavoro è difficile da spiegare e non connesso alle lotte politiche in corso per i diritti delle donne”.

Il progetto TMx2

Il Gender Team dell’Undp ha lanciato l’iniziativa Targeting Men, Transforming Masculinities (TMx2), per fornire delle indicazioni scientifiche. In cosa consiste? L’obiettivo è di declinare il progetto sulle specificità nazionali. In Giordania, per esempio, TMx2 ha perfezionato una campagna sui social media. Lo scopo è stato quello di aumentare la condivisione dei lavori domestici da parte degli uomini durante le chiusure imposte dal Covid-19. Il risultato è indicativo: è stato rilevato un aumento delle discussioni online, e nei contenuti dei media, sui ruoli più attivi degli uomini nelle faccende domestiche. Il progetto ha quindi fornito una consulenza tecnica sull’importanza di rivolgersi alla coppia e non semplicemente agli uomini. “In questo modo la campagna” ha potuto affrontare “le dinamiche relazionali sottostanti e le norme di genere che impongono i lavori domestici come lavoro femminile”, ha osservato Greig.

In Costa d’Avorio e Zambia, invece, per sconfiggere il gender gap, l’Undp si sta soffermando sulla lotta alla violenza di genere. In questo caso il compito di Targeting Men, Transforming Masculinities ha evidenziato la necessità di lavorare con gli uomini. Come? Non solo come membri della famiglia e della comunità, ma anche come agenti delle forze dell’ordine e funzionari del governo locale. Il team di esperti dell’Onu ha mappato le organizzazioni della società civile interessate per completare un database. Sono state cos’ individuate tre componenti per una riforma: sviluppo di politiche, formazione di genere e azioni specifiche per cambiare le pratiche patriarcali nelle istituzioni del settore della sicurezza.

Gender gap e le altre disuguaglianze maschili

C’è poi un ulteriore punto: la comprensione dell’impatto di altre disuguaglianze. Su tutte quelle legate a etnia, posizione economica, stato di cittadinanza ed età, per citarne alcune. Tenendo presente questa enfasi sulle disuguaglianze, l’ufficio nazionale ucraino sta sviluppando campagne di educazione sanitaria relative a Covid-19. L’obiettivo è di rispondere ai risultati della sua recente ricerca sulla suscettibilità dei giovani uomini alla disinformazione online sul Coronavirus. Questo, infatti, aiuta a comprendere meglio l’influenza dello status scolastico e professionale.

In sintesi: gli esperti cercano modi per connettersi con i giovani, sia online che offline, per contrastare la disinformazione e promuovere reti di supporto di pari fiducia. Del resto un anno fa, l’attivista e autore indiano Arundhati Roy ha ricordato che “le pandemie hanno costretto gli esseri umani a rompere con il passato e immaginare di nuovo il loro mondo”. E ha esortato a trattare il Covid-19 come “un portale tra un mondo e il prossimo”, affinché questa pandemia sia un ingresso per la giustizia di genere. Per questa ragione, insomma, dobbiamo continuare a prendere di mira gli uomini e trasformare la mascolinità.

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