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Gabriella Calvano: “Educazione alla sostenibilità”

“Educazione alla politica non quella dei partiti, ma per essere cittadini attivi. È questa una delle sfide principali dell’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030. se non ci sono mete, politiche trasversali condivise da tutti l’azione individuale da sola non basta. Ogni Nazione che ha aderito deve impegnarsi a tradurla nel suo territorio secondo le sue condizioni reali. L’Italia per esempio, non è un paese povero come altri, ma attraversa un momento di povertà culturale, sociale, di umanità per esempio. Lo sforzo di ogni nazione messo insieme agli altri può contribuire nel tempo al raggiungimento degli obiettivi”.

A fare questa affermazione è Gabriella Calvano  insegnate di Pedagogia generale e sociale, ricercatrice presso l’Università degli studi di Bari Aldo Moro, vice coordinatrice del Gruppo di Lavoro della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile “Educazione”, il cui coordinatore è il professor Enrico Giovannini, presidente di ASviS.

Nei suoi corsi universitari di pedagogia c’è un “modulo sostenibilità” nel quale la Dr.ssa Calvano pone molta attenzione molta attenzione a promuovere una didattica partecipativa per coinvolgere il più possibile i suoi studenti. “Perché – dice nell’intervista con Impakter Italiacredo sia importante che le Università tornino ad essere luogo di scambio di opinioni e di confronto, che siano spazi politici nel senso più alto del termine. Bisogna partire dall’idea di Vittorio Cogliati Dezza che “Viviamo in un monto tutto attaccato” e dunque cercare di far comprendere che il tema della sostenibilità è vicino a molti aspetti della vita di ognuno”.

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Gabriella Calvano Università degli Studi di Bari Aldo Moro

D’altronde all’Università di Bari la sostenibilità è di casa. Sin dal 2009 l’ateneo si è interrogato sulla questione ed è nato il Centro di Esperienza di Educazione Ambientale nell’ambito del Sistema INFEA (INfomazione Formazione Educazione Ambientale) su iniziativa del Ministero dell’Ambiente, finalizzato a diffondere sul territorio interventi di informazione, formazione e educazione ambientale, anche a  supporto delle scuole della Regione. “Nel 2018 – racconta la dott.ssa Calvano – abbiamo istituito il Centro di Eccellenza per la Sostenibilità per allargare gli orizzonti e con il quale stiamo immaginando e progettando il processo di transizione verso lo sviluppo sostenibile di UniBa, studiando anche un nuovo modello di governance. Il nostro Piano Strategico guarda all’Agenda ONU 2030, sia in termini di azioni sia in termini di percorsi formativi”.

Allargare gli orizzonti, un nuovo modello di governance, abbattere le emissioni. Sfide impegnative Dr.ssa Calvano…

Si tratta di un percorso lungo e difficile certamente. Bisognerebbe “premere l’acceleratore” sull’inter e transdisciplinarità ma siamo ancora vittime di quello che Morin chiama  “l’errore della conoscenza”. Il nostro sapere è sempre più iperspecializzato e non riusciamo a cogliere la complessità e la relazionalità che costituiscono gli eventi, le storie, la vita. E questo non ci consente di guardare oltre, di comprendere meglio il periodo storico in cui viviamo… E’ una verità che la pandemia ci ha confermato. Siamo stati tutti così intenti a lavorare solo sul particolare che non abbiamo avuto una visione d’insieme, della complessità del problema. Eravamo impreparati anche perché ci mancava, e ci manca, una visione globale di ciò che stava e sta accadendo. 

Ecco perché con il Gruppo di Lavoro Educazione della RUS crediamo fortemente che sia importante recuperare il ruolo educativo che come docenti universitari abbiamo. Dobbiamo dare ai nostri studenti tutti gli strumenti per poter avere uno sguardo capace di cogliere la complessità del mondo. Ad esempio, dovremmo fare in modo che gli studenti sviluppino competenza previsionale per immaginare tutti i futuri possibili e scegliere poi come comportarsi perché si verifichino quelli maggiormente desiderabili.

 La formazione per la sostenibilità è nel DNA di UniBa. Nell’ambito del Progetto Peccei abbiamo tenuto un corso di formazione in Sustainability Management per il personale tecnico-amministrativo delle Università aderenti alla RUS. Cinquanta professionisti da tutta Italia si sono ritrovati a Bari per formarsi e per capire come meglio costituire e gestire un Ufficio di Sostenibilità di ateneo.

Rete Università per lo Sviluppo Sostenibile

Il modulo sostenibilità nel corso di Pedagogia generale e sociale

Volendo fare una sintesi per introdurre la spiegazione della Dr.ssa Calvano, il modulo è una sorta di declinazione dei 17 Sdgs dell’Agenda Onu 2030 e su come ognuno di questi obiettivi si intrecci fortemente con gli altri. “Io parto sempre dalla storia educativa di ogni studente perché la nostra storia, le nostre esperienze sono la base a partire da cui costruiamo nuova conoscenza. Ragioniamo poi sull’idea di sostenibilità, sull’importanza delle relazioni che sono alla base degli eventi e della vita. Nel mio corso la storia dello sviluppo sostenibile si accompagna alla conoscenza dell’importanza che l’educazione ha per costruire sostenibilità e alla progettazione da parte dei miei studenti di soluzioni per UniBa sostenibile.

Università degli studi di Bari Aldo Moro

 E non è tutto

La sostenibilità è dialogo continuo, equilibrio da ricercare perennemente – chiude la dott.ssa Calvano – per questo all’Università di Bari crediamo molto nel dialogo con i giovani anche non ancora universitari. Abbiamo firmato un protocollo con la sezione Studi del Consiglio Regionale della Puglia che ha un Consiglio Regionale dei Giovani. Un vero e proprio Parlamento dove i ragazzi possono pensare ad una legge per la Puglia. Di esso fanno parte gli studenti delle scuole superiori provenienti da ogni parte della Regione. All’interno di questo percorso comune delle due Istituzioni la sostenibilità ambientale ma anche sociale ed economica è centrale… Con i Giovani del Consiglio rifletteremo sull’Agenda e progetteremo una legge regionale che ha gli occhi degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado pugliesi.

Uno degli ultimi impegni di UniBa  è la firma da parte del nostro Magnifico Rettore Stefano Bronzini del Protocollo d’Intesa con il Commissario Straordinario per Expo Dubai, che porterà  l’ateneo di Bari ad essere tra le istituzioni italiane protagoniste della prossima Esposizione Universale di Dubai, che comincerà, causa Covid, nell’ottobre del 2021. UniBa metterà a disposizione le proprie competenze nei settori strategici individuati come temi portanti della prossima Esposizione universale promuovendo iniziative di ricerca e sviluppo nel campo della cybersecurity, delle eccellenze agroalimentari, dell’aerospazio e della food policy.

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