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Friday for future. Alleanza tra generazioni

Friday for future. Gli studenti di tutto il mondo si mobilitano di nuovo per protestare contro il cambiamento climatico. Sulla scia del Global Strike for Future, la grande mobilitazione dello scorso marzo ispirata dalla sedicenne attivista Greta Thunberg, i giovani hanno riempito le piazze. Con una bella novità: il crescente coinvolgimento delle famiglie, con gli adulti che entusiasti accompagnano i figli in corteo. Alla faccia di “cattivisti” e detrattori di professione.

Un esercito di adulti contro una ragazzina

Nei giorni successivi al Global Strike for future, subito era iniziato il dibattito sulla sua ispiratrice Greta Thunberg. In poche ore un esercito di adulti più o meno compassati hanno prodotto una raffica di sofisticate considerazioni: “un fenomeno da baraccone”, “un mostro”, “una bambina orribile”. I più delicati si sono limitati a definire i sostenitori di Greta come “gretini”. Quanto coraggio! Quanta arguzia in queste sentenze! Davanti a cotanto dignitoso contegno fa quasi tenerezza la versione for dummies dei “cattivisti” anti Greta: “pagata da Soros”.

La “colpa” dei giovani del Friday for Future? Pretendere un futuro più sostenibile

Ovviamente, tutta questa fretta di archiviare la testimonianza della giovane attivista a semplice fiera del buonismo è essa stessa un prodotto tossico, quasi di più dei gas serra responsabili dell’inquinamento e del riscaldamento globale. Il gioco è infatti quello di inquinare, intossicare, quindi indebolire la fiducia nel futuro. Senza fiducia non c’è motivazione. Senza motivazione non c’è la pretesa di un futuro gestito in modo più responsabile, più pulito, più lungimirante, in una parola più sostenibile.

L’alleanza tra genitori e figli spaventa i negazionisti

La grande schiera degli scalpitanti detrattori di una ragazzina di sedici anni, sente che le istanze portate avanti dalla marea di giovani del Friday for Future vanno oltre la comunicazione, oltre l’impatto mediatico, oltre l’entusiasmo adolescenziale. Vanno oltre anche l’immagine iconica della sedicenne svedese con le treccine. La prova tangibile, e temuta, è la breccia che queste tematiche hanno fatto nei genitori, che entusiasti accompagnano sempre più numerosi i figli alle manifestazioni. Marciano con loro nei cortei e rivendicano con fierezza la loro presenza ai microfoni dei giornalisti. Non è più solo una questione generazionale. Non si tratta solo di un prurito ideologico che predispone al passaggio dalla pubertà all’età adulta. Ora è una questione di tutta la famiglia. Ora è tutta la famiglia a metterci la faccia. Le giovani generazioni stanno funzionando da corsia di accesso preferenziale attraverso cui i temi del cambiamento climatico riescono a penetrare le coscienze solitamente distratte e impermeabili degli adulti. Insomma, si demonizza Greta per boicottare un’alleanza generazionale che minaccia molti interessi.

Mauro Pasquini

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