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Franco Battaglia:”I cambiamenti climatici esistono ma l’uomo non c’entra niente”

Franco Battaglia, professore di Chimica fisica all’Università di Modena rispetto alle questioni dell’ambiente in particolare del riscaldamento climatico ha spesso tenuto posizioni controcorrente. In particolare non gli piacciono gli allarmi drammatici e catastrofici che vengono lanciati sull’argomento e li contesta sulla base dei suoi studi e dei dati che mette a disposizione della comunità scientifica. Impakter Italia lo ha intervistato.

Franco Battaglia

 
Professor Battaglia  qual è il suo punto di vista generale sul riscaldamento globale?
“E’ un fenomeno reale: il mondo è oggi più caldo di ieri. Dobbiamo definire meglio questo “ieri”: il minimo della Piccola Era Glaciale si ebbe nei primi anni del 1700. E’ da allora che il pianeta ha cominciato a scaldarsi, e ha continuato a farlo fino ai nostri giorni, con sporadici momenti di arresto. I primi 2 secoli dopo il 1700, però, non sono stati interessati da emissioni umane. E’ evidente che la causa del riscaldamento di allora era naturale e non antropica. Per 300 anni a cavallo del 1700, il Tamigi ghiacciava ed era attraversato dai carri e si celebravano festival e ferie sopra il fiume ghiacciato, con l’ultimo festival celebratosi nel 1814. Anche la Laguna veneta ghiacciava: vi sono dipinti con pattinatori che vi pattinano sopra. Prima della PEG, a cavallo dell’anno 1100 il pianeta visse, dal punto di vista climatico, il cosiddetto Periodo Caldo Medievale. Sia della PEG che del PCM abbiamo conferme di studi paleoclimatici locali eseguiti in tutto il mondo: PCM e PEG furono fenomeni globali”. 
Le attività dell’uomo stanno influenzando i cambiamenti climatici? O secondo lei i cambiamenti climatici non esistono?
“Assolutamente no. E ne abbiamo le prove. Come detto sopra, il riscaldamento 1700-1900 non può essere addebitabile all’uomo. E dopo? Dopo l’uomo ha immesso in atmosfera CO2, che è un gas serra, e fu legittimo chiedersi se per caso il riscaldamento successivo fosse addebitabile all’incremento di CO2. Senonché, mentre la CO2 è cresciuta senza sosta, negli anni 1940-75 il pianeta si rinfrescava. E lo stesso sta accadendo dal 2000 a oggi. I modelli di calcolo che, assumendo preponderante la causa antropica, nel 1998 avanzarono previsioni sull’evoluzione delle temperature globali, dissero che esse sarebbero aumentate di circa 0.5-0.6 gradi per il 2020. Ma le misure satellitari eseguite raccontano un’altra storia: l’aumento è inferiore a 0.1 gradi. I cambiamenti climatici esistono, eccome! Si veda la figura allegata. Lo abbiamo evidenziato nella domanda precedente citando il PCM e la PEG (si veda figura allegata). La T media globale è aumentata in 150 anni di 0.9 gradi. Dire che senza le attività umane la T si sarebbe mantenuta stabile e che quindi non ci sarebbero stati CC, è contrario alla realtà che ci dice che invece i CC esistono e sono sempre esistiti. L’uomo semplicemente non ha alcuna influenza su essi”.
La sua visione dell’ambientalismo qual è?
 
“L’ambientalismo così come lo stiamo vivendo è il peggior nemico dell’ambiente. Preservare l’ambiente è una questione scientifica e con la scienza va affrontata, ma gli ambientalisti hanno un approccio al problema totalmente ascientifico e totalmente emotivo”. 
Tutti i movimenti giovanili e meno giovanili legati all’ambientalismo sono troppo ideologizzati o hanno un fondamento concreto?
“Non hanno alcun fondamento. Prendiamo il fenomeno Greta e riflettiamo un attimo. Lei ed i suoi seguaci – che mi piace chiamare Gretini – pretendono riduzione delle emissioni fino al livello zero entro il 2050 (se non prima). Supponiamo un attimo che ci fosse stata una Greta nel 1920 (e avrebbe potuto ben legittimamente esserci, allora) e la si fosse ascoltata fino al raggiungimento delle emissioni zero nel 1950. Ebbene, oggi noi non avremmo né auto, né strade, né come riscaldarci d’inverno o rinfrescarci d’estate, non avremmo trattori, né produzione industriale, etc. Oggi avremmo un livello di vita paragonabile a quello del 1850, quando le emissioni erano, appunto, zero. Greta, poi, è una bimba malata, con una sindrome che le induce a fissarsi su un tea monocorde. Lei si fissò su questo dei CC e qualcuno ha pensato bene di sfruttarla. Duole dirlo, compresi suoi genitori, che invece avrebbero dovuto proteggerla”.
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C’è un reale fondamento di preoccupazione rispetto a quello che accade rispetto al clima o è nell’ordine naturale delle cose? E nel caso cosa dobbiamo fare: agire o guardare e subire in qualche modo quel che accade?
“Intanto dobbiamo chiarire che clima e meteo sono due cose un po’ diverse. Per clima e per CC s’intende lo scambio energetico tra la Terra e ciò che è esterno a essa, e un buon parametro per misurarne le variazioni è, appunto, la temperatura media globale.  Altra cosa sono le variazioni meteo, a volte anche severe, a volte anche disastrose. La domanda è: i cambiamenti climatici causano variazioni meteo? La risposta è SI’. Altra domanda è: le variazioni di CO2 causano cambiamenti climatici? La risposta è NO. Inoltre, non è detto che i cambiamenti climatici siano sempre ad effetto negativo. Per esempio, dire che l’aumento di CO2 ha causato aumento di eventi meteo severi, come gli uragani, è falso. Ove gli uragani sono stati contati, essi non sono aumentati. Per esempio, negli 80 anni 1850-1930, l’America fu colpita da 149 uragani di cui 10 di forza 4; negli 80 anni 1930-2010, l’America fu colpita da 135 uragani di cui 8 di forza 4. Diremmo quasi che gli uragani sono diminuiti, a fronte di una CO2 che è aumentata!
Detto quanto sopra, cosa fare per contrastare eventi meteo severi? La risposta NON è cercare di evitare che essi accadano, ma è cercare di adattarsi a essi. Per esempio, in montagna nevica e il peso della neve farebbe crollare i tetti delle case. Per evitare i crolli, bisogna investire denaro non per evitare che in montagna nevichi, ma per costruire tetti spioventi. 
Dobbiamo essere consapevoli che l’uomo non può controllare il clima (come tante altre cose: terremoti, etc.) ma può adattarsi e prevenire gli effetti dei CC quando fossero dannosi per l’uomo”.
Ma allora qual è il vero problema del mondo secondo lei?
La sovrapopolazione. Se la popolazione cresce al ritmo del 2% (in Nigeria è superiore) allora in 35 anni raddoppia. Siamo miliardi  7.5 e col ritmo detto saremo in 15 miliardi nel 2055, 30 nel 2090, 60 miliardi nel 2025, 120 miliardi nel 2050, etc. Ovvio che la crescita deve arrestarsi, noi volenti o nolenti perchè non ci sono nè lo spazio nè le risorse per mantenerci tutti. Dobbiamo scegliere se attendere che questa crescita si arresti in modo violento con noi nolenti o in modo lento con noi volenti cioè attori di scelte demografiche. E poi una cosa della quale non parla nessuno è il valore della Green Economy sulla quale tutti ora puntano : solo il fotovoltaico e l’eolico sono un affare di 260 miliardi l’anno. Se ci si mettono tutte le altre paturnie della green economy si arriva a 360 l’anno, cioè 1 G€/anno.
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