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Francesco, il Papa che cura lo sviluppo sostenibile

Francesco e lo sviluppo sostenibile. Vi raccontiamo cosa c’è nel nuovo documento “ecologista” della Chiesa, che riprende i temi della Laudato si‘, l’enciclica “ambientalista” del 2015.

Nuovo documento “ecologista” della Chiesa

Duecento pagine che mettono nuovamente l’ambiente e la sua tutela al centro. Ma questa volta, con lo sguardo rivolto, per così dire, in casa propria. È il nuovo documento “ecologista” della Chiesa, intitolato In cammino per la cura della casa comune, elaborato dal Tavolo Interdicasteriale della Santa Sede sull’ecologia integrale e presentato lo scorso 18 giugno nella Sala Stampa Vaticana.

La celebrazione a cinque anni dalla Laudato si’ 

Il titolo richiama ampiamente quello dell’enciclica Laudato si’, sulla cura della casa comune del 2015, la seconda del pontificato di Francesco, avente come temi centrali ambiente ed ecologia. Arrivato dopo l’invito del Papa alla riflessione sui temi trattati nell’enciclica “ambientalista”, il nuovo documento esprime infatti l’intento di celebrare, a cinque anni dalla pubblicazione, la Laudato si’.

Così facendo, la Chiesa di Francesco intende riconfermare “la centralità della dimensione dell’ecologia integrale nella vita di tutti noi e trovare modalità concrete per viverla e declinarla a partire dalle esigenze della cura della nostra casa comune e di coloro che la abitano, specialmente se si trovano nelle situazioni più disagiate e vulnerabili”.

L’agenda 2030 “di Papa Francesco”

Il testo non tralascia nessuno dei temi cardine dello sviluppo sostenibile. Tra questi, l’attenzione “ai bisogni delle popolazioni più povere”, la proposta di un’agricoltura “diversificata e sostenibile” quale rimedio all’ingiustizia degli sprechi alimentari, l’accesso all’acqua come “diritto essenziale”, la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso per salvaguardare falde acquifere e oceani, l’abbattimento delle emissioni di gas serra per ridurre l’inquinamento e mitigare il riscaldamento globale. Anche la promozione dell’economia circolare trova ampio spazio nel testo.  Il documento si configura così come una sorta di agenda 2030 “di Papa Francesco”.

Il richiamo alla coerenza 

Ma quello caratterizza il nuovo documento sta proprio nell’espressione “in cammino”, con cui il titolo si differenzia, apparentemente di poco, da quello dell’enciclica che intende celebrare. L’indicazione è fare un bilancio di quanto realizzato e di quanto invece è ancora in alto mare. Con l’invito esplicito per la Chiesa a fare sì che la riflessione sia soprattutto introspezione. Nel testo si parla infatti della necessità per le Conferenze episcopali di “dare il buon esempio”. Il tutto all’insegna della concretezza, mediante azioni reali che rappresentino “pratiche coerenti” con le strada tracciata dalla Laudato si’. Viene infatti sottolineato come la Chiesa Cattolica possa dare «un contributo significativo con le sue diverse istituzioni: parrocchie, scuole, università, ospedali».

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