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Foresta secca: il progetto tra ambiente e impegno per la pace

Il recupero di un grande polmone verde per dare ossigeno al pianeta: la foresta secca in Colombia. Un tesoro di biodiversità con almeno 2.600 piante, 250 uccelli, 60 mammiferi e 60 specie di anfibi. Ma un intervento che rappresenta anche un segnale in controtendenza rispetto alla piaga della deforestazione. I nove milioni di ettari, dalla costa caraibica alle valli dei fiumi Cauca e Magdalena, sono seriamente minacciati dalla completa cancellazione. Secondo le stime, infatti, oggi rimane solo circa l’8% dell’area originale. Il ripristino, tuttavia, resta possibile. Insomma, una grande iniziativa nel solco dei 17 Sdgs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile, fissati dall’Onu.

Foresta secca per la pace

Il progetto dell’Undp (il Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite) in Colombia si pone un obiettivo ambizioso, quanto prezioso. Il nome è già significativo: “Forests 4 Peace”, foreste per la pace. Un legame evidente anche con il processo di pacificazione del Paese sudamericano dopo la lunga e sanguinosa guerra del governo contro le Farc. Così la branca dell’Onu dedicata allo sviluppo, il Global environment facility (Gef) e i governi stanno lavorando con le comunità locali per affrontare la perdita dell’ecosistema di foresta secca.

Photo by ElBesso form PxHere

“Negli ultimi cinque anni l’Undp e i suoi partner hanno consolidato la conservazione di 33.400 ettari di foresta secca rafforzando il quadro normativo e locale e la pianificazione dell’uso del suolo. Hanno quindi lavorato con le comunità locali attraverso accordi di conservazione, progetti agroforestali per l’arricchimento della foresta secca con specie autoctone. Più di 400 famiglie sono impegnate nei frutteti, per la produzione di cacao, in vivai con semi autoctoni, usando stufe eco-efficienti che riducono il consumo di legna, valorizzando l’apicoltura e il turismo”, spiega l’Undp .

Montes de Maria: dalle violenze alla rinascita

Un simbolo del rilancio è l’area di Montes de Maria, nella zona caraibica. La biodiversità e fertilità sono da sempre elementi caratterizzanti. Ma la zona, negli ultimi 30 anni anni, è stata depredata con atti di violenza. Molti contadini, agricoltori e artigiani sono stati torturati, assassinati o costretti a lasciare le loro case durante il conflitto. Le comunità locali sono adesso tornate a Montes de Maria e stanno usando soluzioni sostenibili per migliorare i loro redditi, contrastare i cambiamenti climatici, e dunque recuperare la foresta secca. Una leader del movimento, chiamato Asomudepaz, è Carmen Rodriguez, protagonista al vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2019 a New York. E proprio lei ha sintetizzato bene il senso del progetto: “Stiamo piantando l’ossigeno che respireremo in futuro”.

La mappa della zona (foto Wikipedia, credits Milenioscuro)

Grazie all’individuazione di aree protette comunali, all’arricchimento delle foreste, ai corridoi di micro-conservazione, la comunità di Montes de Maria ha contribuito alla conservazione di circa 5mila ettari di foresta secca. Come è possibile l’attuazione di queste iniziative? Le attività chiave includono la progettazione di una rete di corridoi di conservazione, lo sviluppo di protocolli di monitoraggio per gli indicatori di acqua e suolo e una metodologia per la progettazione e la negoziazione di un modello partecipativo necessario alla gestione del paesaggio. 

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