Back
Festa della mamma lavoro

Festa della mamma nell’era Covid 19

Una Festa della mamma in cui c’è poco da festeggiare per le donne. Perché il Covid-19 ha aumentato le difficoltà, colpendo duramente la possibilità di accorciare il gender gap. Sono state di fatto “espulse” dal mondo del lavoro, talvolta volontariamente, si fa per dire, visto che sono state costrette a lasciare la propria occupazione. Il rapporto Le Equilibriste di Save the Children tratteggia un quadro in peggioramento: “Su 249mila donne che nel corso del 2020 hanno perso il lavoro, ben 96 mila sono mamme con figli minori. Tra di loro, 4 su 5 hanno figli con meno di cinque anni: sono quelle mamme che a causa della necessità di seguire i bambini più piccoli, hanno dovuto rinunciare al lavoro o ne sono state espulse. D’altronde la quasi totalità – 90 mila su 96 mila – erano già occupate part-time prima della pandemia”. 

La Festa della mamma nell’era Covid

I numeri, elaborati per la Festa della mamma, sono impietosi. “Nel solo 2019 – si legge nel documento – le dimissioni o risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro di lavoratori padri e lavoratrici madri hanno riguardato 51.558 persone, ma oltre 7 provvedimenti su 10 (37.611, il 72,9%) riguardavano lavoratrici madri e nella maggior parte dei casi la motivazione alla base di questa scelta era la proprio la difficoltà di conciliare l’occupazione lavorativa con le esigenze dei figli: assenza di parenti di supporto, elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato (asilo nido o baby sitter), mancato accoglimento al nido, le giustificazioni più ricorrenti”.

Antonella Inverno, Responsabile Politiche per l’infanzia di Save the Children, ha analizzato l’impatto della pandemia: “Il Covid ha messo tutti noi di fronte a un’emergenza prima di tutto sanitaria, ma che presto si è rivelata essere una crisi anche sociale, economica ed educativa”. Quindi, ha osservato Inverno, “le mamme in Italia hanno pagato e continuano a pagare un tributo altissimo a queste emergenze. I bambini a casa, il crollo improvviso del welfare familiare, dovuto alla necessità di proteggere i nonni dal contagio, il carico di cura e domestico eccessivo e la sua scarsa condivisione con il partner, misure di supporto non molto efficaci, sono tutti fattori che hanno portato allo stravolgimento della loro vita lavorativa”. 

Tanta precarietà e difficile maternità

La condizione di precarietà impatta inevitabilmente sull’età in cui si diventa madre. Le donne italiane detengono “anche il primato delle più anziane d’Europa alla nascita del primo figlio (32,2 anni contro una media di mamme in EU di 29,4)”. E non solo: fanno sempre meno figli. I dati evidenziano. Che “le nascite hanno registrato una ulteriore flessione, meno 16mila nel 2020 (-3,8% rispetto all’anno precedente)”, si legge nella ricerca. C’è qualche eccezione, come la Provincia autonoma di Bolzano, in testa per tasso di natalità (9,6 nati per mille abitanti). D’altra parte c’è la Sardegna che registra il tasso più basso (5,1 nati per mille abitanti).

Dati natalità festa della mamma

I dato sulla natalità (Credit: Save The Children)

Il Covid-19 ha quindi causato la perdita di 456 mila posti di lavoro (-2% rispetto al 2019). “Ad essere più colpite ancora una volta sono le donne che rappresentano 249 mila unità (-2,5%) rispetto ai 207 mila uomini (-1,5%). Nel solo periodo aprile-settembre 2020 il calo di lavoratrici in Italia è stato doppio rispetto alla media europea (il 4,1% delle 15-64enni, a fronte del 2,1% della media UE), registrando la contrazione più elevata dopo la Spagna; il nostro Paese è anche quello in cui il divario di genere nell’impatto della crisi nello stesso periodo è risultato il più elevato, con un gap di 1,7 p.p. tra uomini e donne”, spiega il rapporto.

Natalità dati decennio

I dati della natalità in Italia (Credit: Save The Children)

Come se non bastasse, “guardando al versante delle madri, il saldo delle occupate fa segnare un calo di -96 mila donne tra il 2019 e il 2020, di cui in particolare 77 mila in meno tra coloro che hanno un bambino in età prescolare, -46 mila tra chi ha un figlio alla primaria (6-10 anni), mentre risultano aumentate le madri occupate con figli da 11 a 17 anni (+26 mila)”.  Una fotografia drammatica. Per il futuro Save the Children ha individuato la necessità di un intervento strutturale: “È importante ora indirizzare gli sforzi verso la concreta realizzazione di obiettivi che mirino, oltre che ad incentivare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, ad affrancarle sul fronte del lavoro non retribuito”  

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup