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Faraone Vecchio, il medioevo abruzzese dimenticato

Faraone Vecchio. Impakter Italia vi accompagna in un meraviglioso complesso architettonico, eretto dai Longobardi per scopi militari, oggi in completo abbandono.

 L’Abruzzo dimenticato

Il borgo abbandonato di Faraone Vecchio (o Faraone Antico) si trova nell’estremo nord dell’Abruzzo, a poco più di un chilometro dal confine con le Marche e a una decina di chilometri dalla costa adriatica. Si trova nel territorio del comune di Sant’Egidio alla alla Vibrata, in provincia di Teramo. Posizionato su un rilievo tra il nuovo centro abitato (Faraone Nuovo) e il fiume Salinello, Faraone Vecchio oggi è meta di turisti, appassionati delle scampagnate della fotografia. Il borgo costituisce infatti un perfetto set per gli amanti dello scatto.

La cittadella fortificata eretta dai Longobardi

Il borgo è di origine longobarda. Fu eretto come cittadella fortificata dalla quale controllare l’antica via Metella. Lo si trova citato per la prima volta nell’anno 1001. Da sempre proprietà feudale di casati storici che si sono avvicendati nei secoli, vede la fine dei suoi giorni a metà del secolo scorso. Il 5 settembre 1950 una terribile scossa di terremoto dette il primo colpo mortale a Faraone Vecchio. Seguirono altre scosse nel mese di settembre. L’evento sismico passato alla storia come il Terremoto del Gransasso provocò morte e distruzione in gran parte dell’Abruzzo. Faraone Vecchio fu evacuato. Come abbiamo raccontato in tanti altri casi, anche questa volta la popolazione si stabilì in una nuova area, il cui nome dal sapore ottimistico racconta implicitamente di un passato doloroso: Faraone Nuovo.

Com’è oggi Faraone Vecchio

Benché si tratti di un piccolo borgo, Faraone Vecchio si presenta come un ampio complesso architettonico relativamente conservato, almeno in confronto alla stragrande maggioranza dei borghi abbandonati di cui ci siamo occupati. I ruderi sono ben 25 e a dispetto dello stato di abbandono alcuni mantengono la struttura originaria e tutti sono conservati in altezza.

Questo conferisce al borgo un aspetto unitario e massiccio. Inoltre, l’ampia vegetazione in cui è immerso lo mantiene isolato dagli spazi aperti circostanti, conferendo intimità e raccoglimento.

Arrivando dalla parte sud il visitatore accede al borgo attraverso la Porta meridionale, o Porta di Faraone. Si tratta di un bellissimo arco in muratura apposto su una torre il cui profilo merlato racconta la natura militare della struttura

Un altro edificio di pregevole livello architettonico e artistico è la chiesa di Santa Maria della Misericordia.

C’è poi il palazzo baronale, eretto nel Diciassettesimo secolo, imponente anche se piuttosto malmesso. Gli ultimi inquilini illustri furono i potenti baroni Ranalli, i cui discendenti posseggono ancora molte delle proprietà dell’area.

Foto: Infinitispazi

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