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Facciamo il punto sulla Brexit

Lunedì 9 settembre il governo di Boris Johnson presenterà di nuovo in Parlamento una mozione per convocare elezioni anticipate, con l’obiettivo di spezzare l’impasse politica sulla Brexit. L’obiettivo di Johnson è sempre stato quello di mettere paura ai suoi oppositori agitando la Brexit senza accordo come unica via possibile ed ora, dopo un paio di sconfitte parlamentari piuttosto pesanti, tuonando per nuove elezioni anticipate che sarebbero il terzo ricorso alle urne in cinque anni per i sudditi di Sua Maestà la Regina.

Tutta la furia dell’ex Ministro degli Esteri ed attuale premier è esplosa definitivamente martedì 3 settembre alle 23, quando con 328 voti favorevoli e 301 contrari la Camera dei Comuni di Westminster ha approvato una mozione per votare una proposta di legge che, se approvata, potrebbe complicare le cose.

I parlamentari in buona sostanza hanno scelto di avere altro tempo per trovare, ammesso che con l’UE non si trovi una soluzione diversa, un’alternativa alla Brexit no deal, quell’ipotesi che ora che si avvicina il momento, tanto l’opposizione quanto la componente più moderata dei Tory oltre che i cittadini comuni. La speranza dei parlamento sarebbe quella di rimandare ancora una volta la data dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, portandola al 31 gennaio del 2020 nella più rosea della idee, certamente comunque oltre il 31 ottobre, che lo stesso Johnson ha sempre indicato come nuovo D-Day della storia d’Inghilterra.

 Johnson

Boris Johnson Primo Ministro d’Inghilterra

Il problema del Premier è che 21 parlamentari del suo partito, quello dei conservatori, si sono schierati con l’opposizione in questa specifica votazione ricevendone in cambio l’immediata espulsione dal partito e fra questi anche Jo Johnson, fratello minore dell’inquilino del nr.10 di Downing St.

Le prossime tappe delle vicenda a questo punto sono queste:

12 settembre – 14 ottobre: il probabile periodo di sospensione del Parlamento.

29 settembre – 2 ottobre: la conferenza del Partito conservatore che si svolge un mese prima della data di uscita del Regno Unito dalla UE riveduta.

17-18 ottobre: l’ultimo vertice UE previsto prima del giorno di Brexit.

31 ottobre: la data in cui il Regno Unito dovrebbe lasciare l’UE.

Un altro problema Boris Johnson sembra esserselo creato da solo quando ha deciso di chiudere il Parlamento per evitare che i suoi oppositori avessero il tempo di organizzare una manovra nella sede legittima e con i tempi per eventualmente farla approvare. La chiusura del Parlamento infatti gli crea difficoltà nella tempistica dell’indizione della consultazione. Secondo il cosiddetto Fixed-Term Parliaments Act, le elezioni anticipate devono essere approvate da due terzi dell’House of Commons – vale a dire 434 membri – dunque anche una parte sostanziale del Labour. Ma Jeremy Corbyn, il segretario dei laburisti, ha spiegato che non avallerà alcuna elezione generale finché non sarà approvata una legge che impedisca l’uscita disordinata non sarà approvata.

Jo Johnson

Il fratello del Premier, Jo Johnson

Un atteggiamento che tuttavia sta dividendo i laburisti: tra quelli che vogliono trasformare le elezioni in un secondo referendum definitivo, sia sulla Brexit che su un decennio di governo conservatore, e quelli che temono i 10 punti di svantaggio del Labour nei sondaggi e la crescente polarizzazione del paese.

Secondo Shami Chakrabarti, procuratore generale ombra del Labour, un rischio ulteriore è che Johnson possa cambiare la data delle elezioni nel bel mezzo della campagna elettorale. Lo dice, Chakrabarti, perché conosce la legge ed i mille cavilli burocratici ai quali è possibile ricorrere in questi casi nell’isola di Albione.

Un’altra opzione per Johnson se i laburisti non accettassero il piano per le elezioni anticipate, sarebbe quello di chiedere ed ottenere un voto di sfiducia su sé stesso ed il suo governo situazione che automaticamente guiderebbe verso le elezioni entro 14 giorni. A meno che i deputati dell’opposizione si coalizzino tutti insieme per creare una maggioranza alternativa: ma questa è l’Inghilterra non l’Italia…

La sospensione del Parlamento inizierà il 13 settembre e durerà fino al 13 ottobre ed il 14 ottobre si terrà il  Queen’s Speech, il discorso della Regina. Coinciderà con le elezioni?

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