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La rete bucata perde acqua

Acqua: un bene preziosissimo ma non infinito. L’Italia è circondata per tre lati dal mare e si pensa che anche per questo non dovrebbe avere problemi di approvvigionamento di acqua dolce per gli usi quotidiani. Giusto o meno che sia il fatto è che a noi italiani dell’acqua importa poco perchè comunque ogni volta che la desideriamo basta aprire un rubinetto ed ecco che esce.

Ma a chi importa ancor meno è allo Stato, inteso come istituzione non come politica, perchè l’Italia perde acqua da tutte le parti. Noi la buttiamo, in certe zone del mondo darebbero tutto per averne una goccia. In uno dei miei primi video per Impakter Italia, raccontavo proprio dei buchi della nostra rete idrica. Era il 2019. Oggi le cose sono cambiate? Si, ma in peggio. Dopo il video gli aggiornamenti.

Come stiamo messi

Malissimo: se nel video che avete visto Antonio Lubrano parlava del 39% di acqua persa dalla nostra rete fognaria, oggi secondo quanto riporta Cittadinanzattiva nel suo Rapporto annuale sul servizio idrico integrato, la perdita è salita al 42%. Anche in questo caso ci sono grandi differenze secondo le aree geografiche: oltre il 48% sia al Sud e isole che al Centro, circa il 35% al Nord. Le Regioni che “perdono” più acqua sono l’Abruzzo con il 55,6%,  l’Umbria con il 54,6% e il Lazio con il 53,1%, la più virtuosa è la Valle d’Aosta con il 22,1%.

Tiziana Toto è la responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. Commenta così i dati del Rapporto: “Sono ancora molte le criticità che affliggono il servizio e la risorsa idrica. Differenze territoriali rilevanti in termini di adeguatezza delle infrastrutture, qualità e tariffe sono note dolenti, alle quali si aggiunge anche la scarsa fiducia dei cittadini nei confronti dell’acqua di rubinetto e l’adozione di comportamenti d’uso poco consapevoli e responsabili. Rispetto al recupero del divario territoriale il PNRR avrebbe potuto rappresentare una grande opportunità ma le risorse previste non ci sembrano sufficienti e il meccanismo delle progettualità potrebbe addirittura lasciare ancora indietro le aree con maggiori necessità e con più difficoltà ad esprimere progetti adeguati. Per quanto riguarda il livello di fiducia dei cittadini verso l’acqua di rubinetto, sicuramente non aiutano notizie come l’ultimo deferimento dell’Italia (9 giugno 2021) alla Corte di Giustizia Europea per la fornitura di acqua potabile non sicura in alcune aree del viterbese. Ci auguriamo che le novità introdotte dalla nuova Direttiva europea (2020-2184) possano contribuire ad aumentare la fiducia verso questa risorsa, anche grazie alle previsioni di maggiori informazioni rivolte ai cittadini”. Già anche delle news sulla bontà dell’acqua di rubinetto si è occupato Antonio Lubrano in questo post.

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@piqsels.com

E quanto ci costa?

Tantissimo: nel 2020 abbiamo speso in media 448 euro a famiglia per un consumo medio di 192 metri cubi, il 2,6 per cento di spesa rispetto all’anno precedente. Le famiglie che si sono attesta su un consumo di 150 metri cubi hanno speso 328 euro e sono state le più virtuose. Ma considerando la media dei 192 metri cubi ecco le differenze tra Regione e Regione. La Toscana ha chiesto ai suoi abitanti 710 euro, spesa annua di 710 euro, le Marche 535 euro. Valle d’Aosta (291 euro l’anno). Di contro in Trentino Alto Adige (202) e Molise (181) si spende di meno. Ma ora con i soldi del PNRR si potrà sistemare tutto? Sì. No. Forse…

Per ridurre le perdite di rete, migliorare la gestione dell’acqua, investire in fogne e depurazione sono stati stanziati 4,3 miliardi di euro. Ma secondo gli enti locali e l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) di miliardi ne servirebbero 10.

I problemi da mettere a posto sono tanti: le dispersioni sono fisiologiche e legate all’estensione della rete, in parte sono derivanti da criticità di vario ordine come rotture nelle condotte, vecchiaia degli impianti, consumi non autorizzati, prelievi abusivi dalla rete, errori di misura dei contatori. Ma fino a ieri non c’era un euro per questo disastro ed allora forse qualcosa si può cominciare a farla.

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