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Simbolo Europa Verde

Europa Verde, chi sono i non tanto nuovi leader

Europa Verde è ufficialmente nata con l’atto di fondazione celebrato a Chianciano Terme. Con una forma di déjà vu (già anticipato qui da Impakter Italia) e uno scontro sui diritti civili, a cominciare dal ddl Zan. Ai vertici sono stati nominati due nuovi co-portavoce, Angelo Bonelli e l’europarlamentare Eleonora Evi, insieme a loro anche i due co-vicepresidenti, Marco Boato e Fiorella Zabatta. Come previsto, quindi, non c’è stata alcuna grande novità: il soggetto politico rappresenta l’evoluzione dei Verdi. Un’iniziativa ben distante dalla volontà, manifestata inizialmente, di aprire a tutti, capace di imitare i risultati dei Verdi europei.

L’elezione di Bonelli è una plastica conferma della scelta compiuta: di fatto è il leader intoccabile dei Verdi da oltre un decennio. Già nel 2006 era capogruppo alla Camera, quando però il numero uno del partito era Alfonso Pecoraro Scanio. Nel 2009, dopo le dimissioni del leader storico, Bonelli è stato diventato presidente, vincendo un congresso molto serrato contro Loredana De Petris. Da allora è stata la figura che ha tirato le fila del Sole che Ride, resistendo anche ai risultati non proprio esaltanti ottenuti negli anni. Dalle Politiche alle Europee, non è riuscito a centrare l’elezione, mentre di fatto il partito è rimasto fermo al 2%. Nel 2018 aveva lasciato spazio, rassegnando le dimissioni, ad altre personalità. Ma, nei fatti, è stato sempre il punto di riferimento, grazie alla nomina di coordinatore nazionale dell’esecutivo, arrivata a inizio 2019.

Europa Verde: l’ascesa della giovane Evi

Eleonora Evi e Angelo Bonelli (Screenshot dal sito di Europa Verde)

L’unico vero cambiamento, sancito dall’assemblea costituente di Europa Verde, è incarnato dall’approdo ai vertici di Eleonora Evi, 38 anni da compiere a novembre (qui l’intervista di Eduardo Lubrano su Impakter Italia). Eletta europarlamentare con il Movimento 5 Stelle alle Europee 2019, ha successivamente deciso di abbandonare i pentastellati e aderire ai Verdi italiani. La giovane milanese, da co-portavoce, è l’unico refolo di freschezza all’interno del gruppo dirigente. Infatti nemmeno nell’indicazione dei co-presidenti si intravede una rottura rispetto a un passato tutt’altro che esaltante.

Marco Boato è un volto storico dei Verdi: ha già completato sei legislature in Parlamento, tra Camera e Senato. Si tratta sicuramente di una personalità importante, un padre nobile dell’ecologismo Made in Italy. Di sicuro non è una novità. Al suo fianco ci sarà Fiorella Zabatta, già componente dell’esecutivo nazionale e commissario regionale in Campania del Sole che Ride, ha la sua roccaforte a Pozzuoli. A completare il quadro c’è Francesco Alemanni, che conserva il ruolo di tesoriere che aveva nei Verdi. Si tratta, insomma, di uno dei profili legati alla tradizione della federazione, essendone stato anche responsabile Organizzazione tra il 2013 e il 2018.

“Partenza telecomandata”: le polemiche nel partito

Europa Verde assemblea costituente

Europa Verde assemblea costituente

Un quadro di nomine che ha provocato malumori da parte di chi ha aderito al progetto politico. “C’è il rischio di rendere sterile questo processo costituente, già caratterizzato da una partenza telecomandata e blindata”, denuncia la pagina “Contributo costruttivo Ev”, animata da un gruppo di attivisti che chiedeva un maggiore ricambio ai vertici. Viene comunque lasciata una speranza: “Se il direttivo riesce a concepire il proprio mandato come un servizio alla comunità, agli iscritti e non, anziché arroccarsi in blindatissimi castelli di carta (e di statuti escludenti), allora qualcosa di magico potrebbe accadere, anche in Italia, i Verdi potrebbero diventare molto desiderabili e per molti elettori, certamente per molto di più del 1,6% di oggi”.

Come se non bastasse, nel partito cresce la tensione sul ddl Zan, soprattutto in relazione ad alcune uscite di Luana Zanella, altra storica esponente dei Verdi. “Abbiamo gioito per la splendida prestazione della nostra nazionale di calcio, maschile, atleti eccellenti, giovani uomini eccezionali”, ha scritto Zanella su Facebook, lanciando l’affondo sui transgender: “Ma che dire di quegli atleti maschi, magari mediocri, sedicenti donne, che si propongono nelle competizioni femminili? Io lo trovo insostenibile!”. Un post che non ha mancato di alimentare polemiche nei commenti. Scaricando la tensione sulla nascitura Europa Verde.

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