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Europa delle nazioni? C’è già. E non funziona!

Europa delle nazioni? I numeri dimostrano che è intorno a noi. L’Europa promessa dai sovranisti, quella che va in ordine sparso sulla politica estera, sull’immigrazione, sul welfare, sull’istruzione, quella senza un esercito unico e un’unica intelligence, è quella in cui viviamo oggi. E non funziona! A chi conviene? A Trump, alla Cina e a Putin. Non agli Europei.

Cambiare tutto per non cambiare niente

“Cambieremo l’Europa” è il mantra che accompagna la marcia sull’Europa delle forze sovraniste, in vista delle prossime elezioni europee. Mai come in questo caso vale la celeberrima frase che Tomasi di Lampedusa fa dire a Tancredi nel Gattopardo: “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Infatti, ai sovranisti questa Europa va benissimo così com’è. E sono soprattutto i Paesi del Gruppo di Visegrad a beneficiare dello status quo, in quanto ricevono dalla UE molto più quanto danno. Un esempio su tutti: l’Ungheria di Orban.

Europa delle nazioni: un Bengodi per Visegrad

Come abbiamo già evidenziato in articolo dello scorso agosto, “nel 2016 l’Ungheria ha dato all’Europa 924 milioni di euro e ha ricevuto 4,5 miliardi. Un bilancio in positivo di 3,6 miliardi abbondanti, esattamente il 3,2% del PIL ungherese dello stesso anno. Il settore degli investimenti pubblici, uno dei piatti forti dello sviluppo del Paese e colonna portante dell’ampio consenso interno di Orban, è in larga parte sostenuto da questa grande abbondanza di euro che l’Europa trasferisce all’euroscettica Ungheria”.

Il piacere dei soldi senza il dovere della democrazia

Perché mai i sovranisti dovrebbero cambiare un’Europa che è unita quanto basta per organizzare istituzioni dalle quali ricevere montagne di euro, ma non abbastanza unita da imporre il rispetto della democrazia negli Stati membri? E guarda caso, il 33% degli Ungheresi sente gravemente minacciati la democrazia e i propri diritti umani. Una realtà che va oltre Visegrad. Infatti le stesse preoccupazioni riguardano il 32% dei cittadini della Romania; Paese che si sta avvicinando al Gruppo Visegrad.

A chi conviene l’Europa delle nazioni? A Trump, alla Cina e a Putin

Senza una vera integrazione politica l’Europa resta una somma di debolezze, suscettibili dell’azione di dividi et impera sapientemente attuata da giganti come USA, Cina e Russia. Lo vediamo ogni giorno, in ogni ambito. Dalla sudditanza politica dei sovranisti di destra e sinistra nei confronti della Russia, al tifo da destra per Trump, fino ai rapporti commerciali con la Cina che i Paesi europei tendono a coltivare in solitario. L’accordo Cina-Italia sul “Belt and Road Initiative” rappresenta un macroscopico esempio. Ma il mercato, la geopolitica, la salute del pianeta, i diritti umani, l’approvvigionamento energetico e la ricerca scientifica sono tutti ambiti che vanno oltre i confini nazionali. Le riforme di cui l’Europa ha bisogno devono avere come obiettivo il trasferimento dei centri decisionali dal livello nazionale a un livello sovranazionale. L’Europa deve parlare con una sola voce.

Mauro Pasquini

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