Back

Esclusivo: su Impakter Italia, la Ministra Bonetti e la parità di genere

La Ministra Bonetti ha parlato a Impakter Italia dei provvedimenti presi dal governo per favorire la parità di genere e combattere la violenza sulle donne. Dalla decontribuzione del lavoro femminile al reddito di libertà, dal Family Act agli asili nido. Ecco che cosa ci ha detto.

 

“Il raggiungimento di una effettiva parità di genere è un obiettivo che dobbiamo perseguire ovunque, nel settore pubblico e privato”. Queste le parole del premier Mario Draghi, alla cerimonia di chiusura della XIV Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia nel mondo, tenutasi martedì scorso alla Farnesina. Il perseguimento della parità di genere, Goal 5 dell’Agenda 2030 dell’ONU, è un impegno che l’attuale governo ha assunto fin dalle prime settimane del suo insediamento. Parole dello stesso tono, il Presidente del Consiglio le aveva già pronunciate lo scorso 8 marzo, in un video messaggio trasmesso alla conferenza intitolata “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere”. In quel discorso, Draghi assumeva l’impegno di andare oltre la dimensione troppo spesso solo simbolica delle attività in favore della parità di genere.

Cosa sta facendo il governo per la parità di genere? Risponde la Ministra Bonetti

Questo è senza dubbio il punto dolente. In questa materia più che in altre, da decenni siamo abituati a vedere la montagna partorire immancabilmente un topolino. A tale proposito, Impakter Italia ha sentito la Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, responsabile delle politiche sulla parità di genere e promotrice della conferenza a cui si è accennato sopra. Le abbiamo chiesto se e in che modo questo governo stia mantenendo l’impegno di produrre soluzioni tangibili, valide per l’immediatezza.

I dati impietosi dell’Istat sulle donne nel mondo del lavoro

Partiamo dalla situazione lavorativa. L’Istat certifica che nel 2020, in Italia  il tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni si attesta al 73,4%. Dato che peggiora se si considera la fascia di età 25-34. Una situazione di grave svantaggio rispetto agli uomini che si allarga alle retribuzioni e alle possibilità di carriera. Un lieve miglioramento si registra solo nell’ambito della partecipazione all’attività politica e nella presenza in ruoli dirigenziali di alto livello. Il rapporto Istat riporta infatti che “nelle ultime elezioni amministrative la percentuale di donne che presiede i consigli regionali è salita di quasi un punto percentuale attestandosi al 22%”. Mentre “la quota delle donne negli organi di amministrazione delle società italiane quotate in borsa raggiunge il 39%”. Complessivamente, dati non meno gravi quelli registrati a livello europeo. In Europa le donne occupate sono il 67%, contro il 78% degli uomini. Inoltre, sono pagate in media il 16% in meno all’ora rispetto ai colleghi maschi (Striving for a Union of Equality – The Gender Equality Strategy 2020-2025, European Commission). 

I provvedimenti del governo

“La promozione della parità di genere passa da un investimento grande nel lavoro femminile”, dice a Impakter Italia la Ministra Bonetti. Che spiega poi come il governo abbia adottato misure ad hoc quali “la decontribuzione del lavoro femminile, la decontribuzione per il rientro al lavoro delle donne dopo la maternità”. L’occupazione femminile però, ragiona la Ministra, non può e non deve essere solo pensata in termini di lavoro dipendente. Necessario e urgente imprimere un adeguato impulso all’intraprendenza e alla voglia di rischiare delle donne. A tale scopo, “sono stati previsti “incentivi all’imprenditorialità femminile, sia come accesso al credito che come erogazione di fondo diretto, come percorsi di formazione e di erogazione di servizi”.

Il PNRR come occasione da non perdere anche per la parità di genere

Da sempre, però, uno degli ostacoli principali nel trasformare le idee in fatti è la mancanza di un’adeguata copertura finanziaria dei provvedimenti. In passato, è capitato non di rado che delle buone leggi siano finite nel nulla per la mancanza di pragmatismo degli stessi proponenti. Assai creativi nel concepirle, altrettanto superficiali nel predisporne una realistica messa a terra. Ma su coperture e fattibilità la Ministra Bonetti garantisce, specificando che sono disponibili 400 milioni di euro del PNRR, e aggiungendo che “in modo del tutto innovativo, abbiamo introdotto delle regole per gli appalti pubblici che impongono l’assunzione di almeno un 30% di donne e di giovani, la necessità di una rendicontazione ai sensi della parità salariale, per garantire trasparenza ed equità di pagamento tra le donne e gli uomini per le imprese che hanno più di quindici dipendenti”. Mentre, precisa, “la normativa attuale prevede la stessa rendicontazione solo per quelle che hanno più di 50 dipendenti”.

Dal Family Act un aiuto per le donne 

Dallo studio dell’Istat sulla parità di genere emerge anche un altro aspetto desolante, per la problematica in sé e per la visione obsoleta della famiglia che ne è alla base: una marcata asimmetria nella ripartizione delle cure domestiche, che gravano sulle donne nel 62,8% dei casi. Secondo il governo, per superare questi steccati culturali non bastano appelli e riflessioni. È necessario fornire strumenti concreti. Secondo la Ministra, il Family Act risponde a queste esigenze, soprattutto nella parte riguardante “l’aumento dei congedi di paternità, il grande investimento sui servizi a partire dagli asili nido (con i 4,6 miliardi che verranno finanziati con il Pnrr), l’introduzione dei Lep per gli asili nido in tutto il Paese per avere davvero un’offerta paritaria in tutte le regioni, e gli investimenti per le spese educative che le famiglie sostengono”. 

L’autonomia economica come prima linea di difesa contro abusi e violenze

Un contesto in cui davvero troppe volte abbiamo visto istituzioni e società civile indignarsi, impegnarsi e poi gettare la spugna con gran dignità, è quello della violenza contro le donne. Ci addolorano e ci spaventano le terribili, continue notizie di abusi e femminicidi. Ci riempiono di vergogna le statistiche. In Europa, una donna su tre ha avuto esperienza di violenza fisica e/o sessuale. Il 22% ha subito violenza sessuale dal proprio partner. Mentre ben il 55% ha subito molestie sessuali (Striving for a Union of Equality – The Gender Equality Strategy 2020-2025, European Commission).

E poi? Un po’ di applausi ai funerali, qualche intemerata mediatica contro il patriarcato, e tutto prosegue come sempre. Anche in questo caso, la strategia del Ministero è orientata al pragmatismo. Ossia fornire alle donne strumenti di prevenzione, attraverso i quali riuscire ad allontanarsi da contesti familiari tossici, prima che avvenga l’irreparabile. E l’elemento decisivo è il fattore economico. Partendo da questo assunto, sono stati realizzati il reddito di libertà e il microcredito di libertà. Così la Ministra Bonetti su questi due provvedimenti: “per dare una prospettiva di libertà alle donne dobbiamo dare loro anche strumenti che permettano di ricostruire in autonomia una vita per sé e per i propri figli. Il reddito di libertà è un sostegno mensile, per dodici mensilità, che dà esattamente questa prospettiva. Il microcredito di libertà è un sostegno per iniziare attività di carattere lavorativo, imprenditoriale, e quindi percorsi di vita autonoma, totalmente garantiti dallo Stato”.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup