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Federica Brignone

Esclusivo: Federica Brignone e la sostenibilità

Un flash, una fotografia di Federica Brignone, una delle leggende – in attività – dello sport italiano, dello sci in particolare. Una donna sostenibile a tutto tondo che con la sua immagine ed il suo impegno cerca di mandare un messaggio: ai giovani perché vedano come comportarsi e agli adulti perché insegnino ai giovani concetti come la sostenibilità, l’educazione ambientale. Ne ha parlato con Impakter Italia.

Il curriculum sportivo della nostra sciatrice è così importante che lo spazio sarebbe poco anche sul web ma un riassunto ridotto all’essenziale dice : prima italiana a vincere la Coppa del Mondo generale di sci (più due di specialità), bronzo all’ Olimpiade di Pyeongchang, argento ai Mondiali di Garmisch e 44 podi nelle gare di Coppa del Mondo.

Federica Brigone ama il mare e la montagna che è il suo ambiente di lavoro professionale. Ed odia vedere il poco rispetto che le persone dimostrano verso questi ambienti: “Poche settimane fa sono stata all’Elba con i miei amici per un matrimonio e appena arrivata in spiaggia ho raccolto i mozziconi di sigarette e quant’altro c’era e li ho messi nei relativi contenitori. Lo faccio per la mia parte di amore per l’ambiente ma anche perché mi dà fastidio sdraiarmi o sedermi in un posto sporco”.

Figlia mia qua sotto quando ero giovane io c’erano pesci e colori che tu e quelli della tua generazione non vedete e non vedrete mai forse. Questo mi diceva mio papà quando mi portava sott’acqua per ammirare la bellezza del mare, ma anche a fare pulizia. Quando venivamo via dalla spiaggia nella nostra barca c’erano tanti di quei rifiuti da lasciare poco spazio per la famiglia”.

Federica Brignone

@Giuseppe La Spada

Qualche anno fa la Brignone ha incontrato il Mancini Group che si occupa di comunicazione e marketing per sportivi e che tra i progetti legati al suo nome ha creato quello chiamato “Traiettorie liquide”. “Un progetto di sostenibilità ambientale che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dell’inquinamento dell’acqua in ogni sua forma, sottolineando la sostenibilità ed il valore dell’acqua come risorsa limitata e non infinita, per suscitare una nuova presa di consapevolezza, un invito al cambiamento di mentalità”. Insieme a Giuseppe La Spada, un fotografo siciliano che a sua volta cura un suo programma sulle tematiche ambientali, nel 2017 la nostra sciatrice si è immersa vestita come se dovesse fare una discesa da una montagna nelle acque di Lipari. E cosa ha trovato?

Di tutto ahimè – risponde con un sospiro – Ed in quantità molto più ampia di quello che pure con tutta la mia famiglia trovavamo nelle nostre vacanze in Sardegna o in Liguria perchè da una parte siamo originari di lì. Per fortuna ero lì per la prima Traiettoria e quindi l’emozione per l’avvio del progetto, la bellezza del posto, la concentrazione per il lavoro che dovevamo fare, hanno attenuato il fastidio che ho provato, ma la situazione è triste“.

E nelle altre traiettorie come è andata?

In acqua e parlo del mare, la sensazione è quella di essere soffocati dai rifiuti, dalla plastica in particolare, al punto da avere la sensazione di indossare un vestito di rifiuti come abbiamo cercato di rendere con Giuseppe La Spada, il fotografo. Ma non è che nel Lago di Garda, o su quel che resta allo Stelvio sul ghiacciaio vallivo dei Forni,  le cose vadano tanto meglio. La gente che sale in alta montagna è mediamente più attenta con i rifiuti, ma quando finisce la stagione e la neve si scioglie, sulle piste o in fondo alle stesse si trova di tutto, come abbiamo visto quando siamo stati a pulire la zona di arrivo di una pista in Valtellina. O come, ed è l’ultima – per adesso – iniziativa,  quando siamo andati alla pulizia del fiume Noce in Val di Sole a Caldes, Trento“.

Federica Brignone

@Giuseppe La Spada

Esperienza familiare, esperienza con le Traiettorie liquide, Brignone qual è la sua idea, cosa serve?

Prima di tutto educazione. Educazione al fatto che le cose usate non si buttano per terra, in acqua o dovunque. Educazione alla raccolta differenziata perchè ho la sensazione che ancora in Italia non sappiamo bene dove mettere un piatto piuttosto che un bicchiere o un altra cosa. E questa educazione deve partire dai bambini che se stimolati come si devono apprendono subito e si divertono anche. Certo è difficile cambiare lo stile di vita di mia nonna o dei nonni in generale ma bisogna provarci comunque e poi se questi nonni avessero dei nipoti che gli dicessero che questa cosa si fa così e quest’altra si fa colì sarebbe più facile e divertente per tutti. L’impatto dei bambini è fortissimo in queste cose. E poi dobbiamo fare ogni giorno qualcosa per aiutare l’ambiente ed aiutarci“.

 

Federica Brignone

@Dario Manfrinati

Lei è una donna sostenibile allora?

Io faccio il massimo di quello che posso ogni giorno. Non compro mai un sacchetto ogni volta che vado a far la spesa ma lo porto da casa; prendo le cose sfuse ogni volta che c’è la possibilità; cerco e compro  prodotti che dicono di essere ecosostenibile e magari cerco di capire se lo sono davvero. Limito al massimo gli imballaggi – e leggo che le grandi aziende si stanno muovendo molto seriamente per trovare alternative – e bevo acqua del rubinetto. Anche perchè trovo incredibile che in Italia dove l’acqua è buona, buonissima, salvo qualche rara eccezione, si debba consumare bottiglie di plastica come nessuno in Europa.   Non lascio mai l’acqua aperta per esempio quando mi lavo i denti o lavo i piatti se non serve, e non faccio docce di trenta e più minuti sempre con l’acqua che viene giù. Piccole cose nelle quali credo e che sono convinta che se tutti le facessimo, sarebbe un buon inizio. Io non credo che si debba e si possa tornare indietro a cento anni fa nella produzione e nella vita di tutti i giorni quindi serve equilibrio ma allo stesso tempo trovo inaccettabile che nel 2021 ci siano ancora comportamenti così irresponsabili nei confronti della natura“.

Federica Brignone

@Giuseppe La Spada

 

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