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Eolico offshore: la sfida sostenibile di Biden

Eolico offshore: il neo presidente USA, Joe Biden, ci crede e ci scommette convintamente. Le prime mosse in ambito di politiche energetiche dimostrano come la nuova amministrazione americana ritenga questa tecnologia verde altamente strategica e centrale. Tra i punti di forza, la possibilità di ridurre le emissioni di gas serra, creare lavoro green e guidare gli investimenti nelle infrastrutture associate, in particolare lungo la costa orientale degli Stati Uniti.

Cos’è l’eolico offshore

Per eolico offshore si intende lo sfruttamento dell’energia eolica per produrre energia elettrica attraverso l’utilizzo di impianti eolici costruiti “sulla superficie di specchi d’acqua, generalmente in mari o oceani all’interno della piattaforma continentale”. Gli impianti eolici che vediamo comunemente su terra si dividono invece in impianti on-shore, se costruiti in aree pianeggianti dell’entroterra; e impianti nearshore, se costruiti lungo le coste. La principale differenza sta nella diversa potenzialità di usufruire dell’energia eolica, che sarà normalmente maggiore in mare aperto e a seguire lungo le coste, zone entrambe molto più ventose che l’entroterra.

Un cambio netto rispetto all’era Trump

Si tratta di un cambiamento netto rispetto alla precedente amministrazione Trump. Il Tycoon e i suoi collaboratori si erano infatti distinti per quella che può essere definita una sorta di crociata contro la sostenibilità ambientale. Un approccio che ha visto il suo triste culmine nell’uscita degli USA dagli accordi di Parigi. Uno scempio a cui Biden ha posto immediatamente rimedio, dando il via alla procedura di rientro appena un giorno dopo il suo insediamento.

E anche l’eolico offshore non era sfuggito all’ostilità trumpiana verso le tematiche ambientali. Ancora alla fine dell’anno scorso, gli USA rappresentavano solo lo 0,1% della capacità mondiale di l’eolico offshore installato (contro il 17% per l’eolico onshore). L’opposizione della precedente amministrazione a questa tecnologia si è fatta forza di un processo normativo lento. In questo modo ha ottenuto l’insabbiamento dell’iter legislativo, inficiando così i numeri sforzi in tal senso provenienti soprattutto dagli ambienti democratici. Risultato: gli USA, nonostante il loro immenso potenziale, nel campo dell’eolico offshore sono rimasti indietro rispetto al gigante asiatico cinese e a molti paesi europei.

Il piano di Biden

La Casa Bianca ha annunciato lo scorso 29 marzo un obiettivo decisamente ambizioso: l’implementazione di 30 gigawatt (GW) di capacità eolica offshore entro il 2030. Si tratta di un incremento di ben mille volte rispetto ai livelli del 2020 e all’incirca pari alla capacità totale installata in tutto il mondo nel 2020, che si attesta a circa 34,4 GW.

Foto: https://www.flickr.com/people/[email protected]

Per supportare questo obiettivo, l’amministrazione propone di fissare scadenze per le autorizzazioni, fornire fondi per i porti, offrire nuovi prestiti per gli sviluppatori e investire in settori strategici come ricerca e sviluppo.

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