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Energie pulite: la strategia di Biden

Energie pulite? La via maestra è abbattere i costi. Questa una delle strategie dell’ampio piano dell’amministrazione Biden per una nuova politica in ambito climatico. Ecco di cosa si tratta.

Le mosse del governo Biden

La decisione di ridurre i costi dell’energia eolica e solare è uno degli elementi principali della politica climatica del governo guidato da Biden. Una strategia che punta quindi attraverso al rafforzamento dell’industria dell’energia pulita. Anche attraverso la riduzione dell’estrazione del carbone e delle trivellazioni. Janea Scott, consigliere senior dell’assistente segretario del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti per la terra e i minerali, ha dichiarato: “Riconosciamo che il mondo è cambiato dall’ultima volta che l’abbiamo esaminato e che è necessario apportare aggiornamenti”.

Il Bureau of Land Management (BLM) del Dipartimento dell’Interno ha dichiarato martedì che rivedrà i regolamenti per le autorizzazioni delle energie rinnovabili e quello dei “diritti di passaggio” del suolo pubblico. La revisione inizierà questo mese. Con “quattro sessioni di ascolto pubblico” e un incontro con le comunità dei nativi americani.

Come è stata accolta questa scelta

Secondo Reuters, l’agenda di queste sessioni sarà il calendario per i canoni di locazione, il costo dei “diritti di passaggio eolici e solari”, le modalità di elaborazione delle domande e le riflessioni sulla “giustizia ambientale”. Tuttavia, anche la necessità di spazio è una questione urgente. Carbon Brief riferisce che il presidente punta alla decarbonizzazione del settore energetico entro il 2035, ma la società di ricerca energetica e business intelligence, Rystad Energy, afferma che sarebbe necessario una superficie più grande dei Paesi Bassi solo per ospitare l’industria solare. Sebbene gli obiettivi ecologici di Biden siano ambiziosi, Quartz prevede che “l’80% della nuova capacità di elettricità dovrebbe provenire da fonti rinnovabili entro il 2030” su scala globale, poiché l’energia eolica e solare non sovvenzionata “competerebbe” con i combustibili fossili.

La questione delle tariffe delle energie pulite

Assai controversa è la disposizione del canone di “locazione federale solare ed eolica”. Questa disposizione fa sì che gli affitti siano in linea con i “valori dei terreni agricoli”. La misura, introdotta nel 2016 dall’amministrazione di Barack Obama, prevede pagamenti di 971 dollari per ogni acro all’anno di affitto (da progetti solari su larga scala). Inoltre è previso un pagamento di oltre 2.000 dollari all’anno per ogni megawatt di potenza.

I progetti che coinvolgono 3.000 acri di terreno e 250 megawatt di potenza devono affrontare un pagamento di circa  3,5 milioni di dollari all’anno. Il piano tariffario federale afferma che, mentre l’affitto per i progetti eolici è per lo più meno costoso, il canone per la capacità è alto, con un costo di 3.800 dollari.

Parziale traduzione dall’originale presente su Impakter.com, scritto da Ariana Hashtrudi.

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