Back

Energia dai rifiuti per 2,8 milioni famiglie

Energia dai rifiuti. Nel 2017 ottenuti 7,6 milioni di MWh, sufficiente per soddisfare il fabbisogno di 2,8 milioni di famiglie. Ma gli impianti sono pochi e concentrati quasi tutti al nord. Ecco le cifre.

180 impianti per l’energia dai rifiuti

Questo è quanto emerge dal Rapporto sul Recupero Energetico da rifiuti in Italia. Un dato che rappresenta certamente un successo nella gestione del ciclo dei rifiuti. Un successo dovuto al lavoro svolto da inceneritori e impianti di digestione anaerobica della dei fanghi di depurazione, per un totale di 180 centri in tutta Italia. In questo modo viene evitato che una massa considerevole di rifiuti venga smaltita in discarica, con tutto quello che ne consegue in termini di inquinamento ambientale.

Impianti insufficienti e quasi assenti al centro-sud

Tuttavia, gli impianti esistenti sono insufficienti e soprattutto sono dislocati in modo non omogeneo nel territorio nazionale. Concentrati quasi esclusivamente al nord, quasi assenti al sud. Gli impianti di compostaggio attivi nel nostro Paese sono 47 al nord, 2 al centro e 6 al sud. Gli impianti di digestione anaerobica dei fanghi di depurazione sono 45 al nord, 17 al centro e 25 al sud. Mentre gli inceneritori sono 25 al nord, 7 al centro e 6 al sud. Di conseguenza, un quota considerevole della raccolta differenziata delle regioni del sud viene destinata a impianti collocati al nord. La conseguenza è che una parte dei benefici del riciclo viene persa poiché  il trasferimento da sud a nord avviene soprattutto su gomma, con relative emissioni di CO2 da parte degli automezzi impiegati per il trasporto.

L’energia dai rifiuti conviene alle tasche e all’ambiente

Tutto questo dimostra come l’Italia necessiti di nuovi impianti. Ancora oggi va indiscarica il 23% dei rifiuti. Mentre la UE chiede di scendere al 10% entro il 2035. Tuttavia, Renato Boero, Coordinatore Commissione impianti Utilitalia, difende i passi avanti del nostro Paese: “In Italia la raccolta differenziata va molto bene, spinta da un’incisiva campagna di sensibilizzazione. In sostanza, la strada imboccata è quella giusta ma c’è ancora molto da camminare. È inoltre importante tenere presente che il 100% dell’energia prodotta dagli impianti di digestione anaerobica e il 51% di quella prodotta dagli inceneritori è classificata come energia rinnovabile. Un efficientamento del sistema costituirebbe una politica in linea con le direttive UE e con l’agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Red

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup