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Olaf Scholz Germania

Elezioni in Germania: partiti e candidati con al centro la sostenibilità

Da questa sera Angela Merkel non sarà più la cancelliera pienamente in carica della Germania. Di per sé è un fatto già significativo. Le elezioni del 26 settembre rappresentano, infatti, uno spartiacque nella storia tedesca e, chissà, forse anche per l’Europa. I sondaggi, come riporta il sito Politico.eu, indicano la Spd al 25%, nettamente davanti agli avversari della Cdu/Csu, attestati intorno al 21% ma in rimonta, mentre i Grünen sono tra il 16 e il 17%. Alle loro spalle si ritrovano i liberali della Fdp, stabilmente al 12% negli ultimi mesi. Un peso notevole che potrebbe portarli in una coalizione di governo.

A completare il quadro c’è l’estrema destra di Afd, all’11%, e la sinistra radicale, la Linke, al 6% al di sopra della soglia del 5% nazionale che garantisce l’accesso al Bundestag. Per avere la maggioranza è necessario controllare almeno 350 seggi. La Camera bassa tedesca ha un numero variabile di deputati (a causa del sistema elettorale proporzionale che prevede una quota di collegi uninominali). Nella legislatura che sta terminando, i parlamentari sono 709.

L'andamento dei sondaggi in Germania

L’andamento dei sondaggi in Germania (Foto: screenshot di Politico.eu)

I candidati a guidare la Germania

I principali candidati sono Olaf Scholz della Spd (socialdemocratici), Armin Laschet della Cdu/Csu (cristianodemocratici) e Annalena Baerbock (qui un ritratto su Impakter Italia) dei Grünen (i Verdi). I leader della Fdp (liberali) Cristian Lindner, mentre alla guida dell’Afd (estrema destra) ci sono Jörg Meuthen Tino Chrupalla. A capo della Linke (sinistra radicale) c’è la coppia al femminile Susanne Hennig-Wellsow e Janine Wissler. Stando ai rilevamenti le principali oscillazioni si osservano nelle prime tre forze politiche, mentre per le altre il consenso appare più cristallizzato, compreso l’Afd, che resiste sopra il 10% ma potrebbe non ripetere il 12,6% delle elezioni e il “terzo posto” del 2017, vinte dai cristianodemocratici con quasi il 33% dei voti (contro il 20,5% dei socialdemocratici). 

Elezioni tedesche: l’ambiente al centro

Al centro della campagna elettorale c’è, inevitabilmente, il tema della sostenibilità, ancora di più dopo la tragedia delle scorse settimane. La forza dei Grünen è un elemento fondamentale, nonostante le ambizioni di vittoria sembrano allontanarsi per i Verdi guidati da Baerbock. I governi Merkel sono stati caratterizzati dall’addio all’energia nucleare, anche sull’onda lunga del disastro di Fukushima, e per la spinta verso le energie rinnovabili.

Una strategia che ha mostrato come anche i cristianodemocratici siano sensibili al tema ambientale. Così è stato sottratto un vantaggio strategico ai Grünen. Tuttavia, Laschet ha orientato gli attacchi proprio ai Verdi sulle politiche ambientaliste che penalizzerebbero il tessuto industriale tedesca. Del resto Laschet proviene dal Nord Reno-Vestfalia, dove ha sede un polo che rappresenta il motore dell’industria del Paese, incarnando l’area legata al modello economico più tradizionale. 

Chi il favorito Olaf Scholz

Così tra le pieghe dello sviluppo sostenibile, nella corsa elettorale si è materializzato quello che fino a pochi mesi fa sembrava solo un terzo incomodo: il candidato Scholz, che nei fatti non è leader della Spd. L’incarico è della coppia, formata da Norbert Walter-Borjans e da Saskia Esken, che dietro le quinte hanno ricostruito i socialdemocratici.

L’attuale ministro delle Finanze è in risalita nei sondaggi per un motivo semplice: sembra il perfetto erede di Merkel, nonostante sia il leader del partito avversario (anche se alleato negli ultimi governo di Große Koalition). Il profilo è quello dell’esponente moderato del centrosinistra, senza particolari doti comunicative, ma con il marchio distintivo della capacità di aver guidato un Ministero delicato negli anni della pandemia, senza lasciarsi schiacciare dalla popolarità di Merkel.

Olaf Scholz Germania

Foto di fsHH da Pixabay

Le posizioni centriste di Scholz non sono sbilanciate verso l’ambientalismo nella versione più pura. C’è, peraltro, una consapevolezza: l’affermazione alle urne richiederebbe un’alleanza con i Verdi. E quindi sull’ecologia l’alleanza è ben coperta. Mentre la sinistra dei socialdemocratici si sente garantita da Walter-Borjans ed Esken. Che poi hanno trovato l’uomo ideale al momento giusto, destinato – salvo sorprese dell’ultima ora – a guidare la Germania dopo gli anni della cancelliera.

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