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Elezioni europee: 97 milioni di indecisi

Elezioni europee. 97 milioni di europei sono indecisi su chi votare. Solo il 43% degli aventi diritto è certo di recarsi alle urne. Il 15-30% non ha espresso alcuna preferenza. Ma il 70% di chi invece si è fatto un’idea afferma che potrebbe fare una scelta diversa all’ultimo momento.

Le elezioni europee non saranno il terzo atto dell’ascesa populista

Secondo il prestigioso think tank inglese European Council on Foreign Relations, questi numeri dicono che l’Europa continentale sta resistendo alla febbre populista. Trattasi di una realtà molto diversa da quella che raccontano i media e da quella percepita dagli stessi cittadini europei. Le prossime elezioni europee dovrebbero dimostrare che in Europa non si replicherà quanto avvenuto negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Insomma, sebbene si prospetti una buona performance dei partiti populisti, le prossime elezioni europee non dovrebbero essere “il terzo atto” dell’elezione di Trump e della Brexit.

Europa indecisa ma più razionale di USA e Regno Unito

La prima prova tangibile della correttezza di questa visione consisterebbe nella diversità del comportamento dell’elettorato tra Europa e mondo anglosassone. Quello che emerge dalla crudezza dei numeri è sorprendente: nel razionale occidente anglosassone la pancia ha prevalso sulla riflessione, perfino di più che nella “caliente” Europa mediterranea. In questo senso l’Italia rappresenta un’eccezione, una sorta di ventre molle della liberaldemocrazia, per la gioia dei partiti populisti.

La volatilità dell’elettorato europeo è un segno di speranza

Negli USA e nel Regno Unito l’elettorato ha frantumato lo schema tradizionale della contrapposizione tra opposte famiglie politiche, per abbracciare con foga nuove forme di contrapposizione. Si è cominciato a “giocare” in nuove squadre e contro nuovi avversari, che il tifo cieco ha subito trasformato in nuovi nemici. Negli USA gli elettori si sono schierati unendosi prevalentemente fra persone che “pregano, lavorano, si sposano, solo con persone come loro”. Mentre nel Regno Unito la disputa è diventata soprattutto un pro o contro Brexit. Lo scontro d’oltreoceano tra repubblicani e democratici o d’oltremanica tra conservatori e laburisti è passato in secondo piano. Al contrario, la volatilità dell’elettorato europeo racconta certamente incertezza e spaesamento, ma dimostra anche che in Europa esiste e resiste la voglia di partecipare e non semplicemente di tifare. Insomma, esiste e resiste la politica.

Mauro Pasquini

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