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Effetto serra: quanto incidono le attività umane

Effetto serra: quanto incidono le attività umane vuol dire cercare di conoscere quali di queste attività contribuiscono ad aumentare quello che è un fenomeno naturale che entro certi limiti è non solo utile ma addirittura necessario. Perchè i gas serra sono presenti nell’atmosfera e filtrano molte radiazioni dal Sole alla Terra. Allo stesso tempo trattengono parzialmente le radiazioni infrarosse che emette la Terra, creando così l’effetto serra. Ecco il modo in cui la Natura regola la temperatura del pianeta facendo sì che si sviluppi la vita.

E qui entra in gioco l’uomo che per decenni, dalla rivoluzione industriale in poi (nella seconda metà del 18°secolo quando fu inventata la macchina a vapore) ha prima involontariamente, poi con noncuranza contribuito all’aumento smisurato dell’effetto serra e di conseguenza dell’aumento della temperatura.

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Effetto serra: quanto incidono le attività umane

Le attività umane che influiscono sull’effetto serra

Prima di tutto va detto che sulla questione c’è un grande dibattito nel mondo scientifico nel senso che esistono diverse correnti di pensiero che attribuiscono percentuali diverse alle diverse attività umane coinvolte  e responsabili delle emissioni di gas serra. E va anche detto che non si possono fare paragoni e classifiche tra un paese e l’altro non fosse altro che per il numero di abitanti, la presenza di industrie: è ovvio che gli Stati Uniti producono più emissioni rispetto all’Italia.

Responsabile principale delle emissioni prodotte dall’uomo è  l’anidride carbonica (Co2), che con più del 75 per cento di tali emissioni è anche il maggior fattore scatenante dell’aumento della temperatura sul pianeta. Lo ha certificato una lunga serie di studi scientifici.  L’IPCC, il comitato sul cambiamento climatico dell’ONU, rispetto a questo argomento ha stabilito che entro il 2030 la temperatura sarà superiore agli 1,5 °C   considerata la soglia massima di sicurezza: gli effetti di tale aumento possono essere gestiti e possono essere contenuti ma è necessario investire enormi risorse anche economiche.

L’IPCC ha così catalogato le percentuali dei diversi settori delle attività antropiche sulla produzione di Co2: 25 per cento dalla produzione di elettricità e calore, dalla combustione di carbone, gas naturali o petrolio; 24 per cento dall’agricoltura, dall’allevamento e dalla deforestazione; 21 per cento dall’industria; 14 per cento dai trasporti;10 per cento da  altre attività tipo l’estrazione di combustibili fossili, la raffinazione del petrolio, la sua lavorazione e il suo trasporto; 6 per cento dal consumo di combustibili fossili per uso residenziale e commerciale.

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Altre percentuali e i negazionisti

Alcune ricerche hanno preso in considerazione altri aspetti della produzione umana come quella del cibo: agricoltura, trasporti, spreco e tutto quello che comportano. Secondo questo metodo l’elettricità ed i suoi danni causati all’effetto serra viene divisa per i tanti settori dell’attività produttiva sulla Terra e quindi non viene presa in esame come singolo elemento. Applicando questo sistema di calcolo agli USA le percentuali di emissioni causate dall’elettricità cambiano così : 31% dalle abitazioni e dagli esercizi commerciali (compresi gli impianti di riscaldamento e condizionamento, l’energia consumata dagli elettrodomestici); 30% dall’industria poi i trasporti con il 29% e l’energia con il 10%.

Ed eccoci ai negazionisti. Secondo i quali a Terra attraversa un periodo di caldo ciclico come nel passato, a causa di variazioni naturali come la radiazione solare. Le elevate concentrazioni di anidride carbonica nell’aria di oggi sarebbero – secondo questa tesi – l’effetto e non la causa del riscaldamento. Paladini di tali teorie sono quelli del  Global Warming Policy Foundation, un’organizzazione inglese nata nel 2009 dall’idea di un ex Ministro del governo di Lady Margaret Tatcher. Anche in Italia abbiamo un esempio importante di chi nega l’influenza dell’uomo e lo abbiamo documentato con questa intervista.

Quelli dell’IPCC obiettano “Fosse vero che tutto dipende dal sole, come mai le temperature sono aumentate più nell’atmosfera medio bassa che in quella alta, più di notte che di giorno, più in inverno che in estate, più a latitudini alte che basse?”

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