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Eddi Marcucci

Eddi Marcucci: sorvegliata speciale per aver combattuto a favore della democrazia

Una guerra che avrebbe dovuto combattere l’Occidente. Contro il terrorismo jihadista, per la democrazia e per il rispetto dei diritti umani. E che invece lo stesso Occidente rinnega, anzi punisce. In un cortocircuito autolesionista. La vicenda di Maria Edgarda “Eddi” Marcucci, 29 anni, è l’emblema di come sia stata vista la battaglia dei curdi contro i guerriglieri dell’Isis. Appoggiata in un primo momento, costretta alla damnatio memoriae successivamente. La storia è quella di una giovane, Eddi Marcucci appunto, partita nel 2017 per il Rojava con lo scopo di affiancare gli Ypj curde contro gli islamisti che controllavano il Nord della Siria.

Un impegno durato nove mesi: un gesto di coraggio, che ha evidenziato tutta l’urgenza di manifestare la vicinanza al popolo che, attraverso il sacrificio dei propri combattenti, ha allontanato la minaccia jihadista. Era la fase in cui il Califfato, sotto il comando di Abu Bakr al-Baghdadi, controllava ampie fasce di territorio tra Siria e Iraq. La vicenda di Eddi è raccontata da sua madre, Roberta Lena, nel libro Dove Sei?, edito da People. Un viaggio delicato e duro, allo stesso tempo. 

Le misure contro Eddi Marcucci

Così Eddi Marcucci, al rientro in Italia, non è stata accolta come un coraggioso esempio da seguire, tutt’altro: a marzo, nelle prime ore del lockdown, il Tribunale di Torino le ha notificato la sorveglianza speciale. È ritenuta un soggetto pericoloso, addestrato alla lotta armata. E quindi una potenziale rivoluzionaria. Il provvedimento restrittivo prevede, infatti, il ritiro di passaporto e della patente. La carta di identità non è più valida per l’espatrio. Inoltre, deve essere nella sua abitazione tre le 21 e le 7. E infine deve sempre portare con sé la carta precettiva per indicare gli spostamenti. Una sorvegliata speciale, nel vero senso dell’espressione.

Il ricorso, presentato contro la decisione, sta avendo tempi lunghi. Entro Natale è atteso un pronunciamento. “Non è reato combattere contro i terroristi dell’Isis”, spiega Lena a Impakter Italia. “La tesi dell’accusa è che l’addestramento renda pericolosi. Ma un conto è prendere le armi in quel contesto, nel Rojava contro i jihadisti, ben altra cosa significa rappresentare una ipotetica minaccia per l’Italia. Peraltro chiunque abbia fatto il servizio militare ha ricevuto un addestramento alle armi. Infine, la cosa più grave della misura è che non può raccontare la sua esperienza. Un divieto di parlare in pubblico e di fare politica”, aggiunge l’autrice del libro, di professione regista.

E dire che in Italia c’è stato chi non è riuscito a tornare vivo dal Rojava, come nel caso di Lorenzo “Orso” Orsetti, ucciso mentre combatteva i jihadisti insieme ai curdi. Al rientro della salma in Italia, nessuna figura delle Istituzioni ha accolto il giovane caduto. C’era solo Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII di Roma. Per il resto niente, nemmeno un sottosegretario. Una lontananza percepibile anche sulla vicenda di Eddi: le Istituzioni latitano, nonostante il tema risulti molto unitario. Si tratta di un impegno contro le violenze jiahadiste, a favore dei diritti umani.

L’esempio curdo raccontato da Roberta Lena

Dove Sei? Il libro di Roberta Lena sulla figlia Eddi

Lena, nella stesura di Dove Sei?, ha anche descritto una realtà di cui si conosce poco: “Mi hanno colpito due aspetti. Il primo è che associamo il Medioriente al Medioevo. Invece là, grazie ai curdi, c’è un modello democratico. Un sistema in cui le scelte vengono fatte da un uomo e una donna insieme. In Medioriente non c’è solo la donna con il velo, come tendiamo a pensare, banalizzando la questione”. “Inoltre – aggiunge l’autrice del libro edito da People – mi colpisce la narrazione mediatica rispetto all’espressione del dissenso, di una posizione non in linea: viene tacciato come un traditore”. Anzi peggio: viene vista come una minaccia. Nonostante abbia contribuito alla sconfitta dell’Isis. Un evento storico che è stato un beneficio per l’intero Occidente.

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