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Ecco come il Portogallo si prepara a combattere gli incendi

Nel 2017 il Portogallo è stato devastato da una serie di incendi che due anni e mezzo dopo hanno lasciato la campagna di questo paese ancora sfregiata. Anche nel 2018, ma quell’estate del 2017 è stata una delle peggiori della storia del Portogallo Più di cento persone sono morte, trenta di loro lungo una strada vicino al villaggio di Pedrógão Grande.

In particolare nel 2017 sono stati bruciati gli alberi di eucalipto, tipici del Portogallo, al punto di diventare un autentico modello economico, per il contributo degli eucalipti all’industria della carta, uno dei motori economici del paese.

Pedro Pedrosa vive proprio vicino a Pedrógão Grande e sostiene che gli incendi del giugno 2017 hanno aperto gli occhi delle persone che vivono qui sugli effetti del cambiamento climatico. E sulla necessità di fare qualcosa anche se non tutti lo hanno capito.
Perché dopo il primo periodo di rabbia e ribellione è subentrata una sorta di rassegnazione a cui si è aggiunta la reazione della “lobby della carta” portoghese che ha mostrato di non gradire le iniziative di sensibilizzazione di Pedro Pedrosa.

Eucalipti in fiamme in Portogallo nel 2017

Joao Pedro ha pensato e presentato un piano molto dettagliato per essere preparati, un lavoro duro ma necesasario perché con il mondo che vede aumentare il clima, anche il Portogallo vede allungarsi la stagione degli incendi.

Una delle cose obbligatorie da fare è quella di tagliare gli alberi a 10 metri da entrambi i lati della strada per evitare che gli incendi si propaghino. Ma la proprietà terriera in Portogallo è un problema perché nel paese c’è la più alta percentuale di terreni di proprietà privata dell’Unione Europea: il 97%.  Ed il più delle volte viene lasciata incolta.

In questi casi, quando cioè i proprietari non hanno intenzione di coltivare o gestire i loro terreni, intervengono i nuovi Vigili del Fuoco Rurali, un recente servizio di gestione integrata degli incendi boschivi.
I “pompieri di campagna” dipendono dai comuni non dallo Stato dunque hanno una tempistica di intervento più semplice ed immediata; vestono di giallo così come gialli sono i loro mezzi.

Ma per tenere libera il più possibile la terra ed evitare che il fuoco trovi alimento, non ci sono solamente i Vigili del Fuoco Rurali e i cittadini.

João Pedro per esempio è pagato per occuparsi di una mandria di capre. Questi animali fanno la cosa per loro più semplice e naturale:  mangiano l’erba che in questo modo diventa più corta e più difficile da bruciare. È ancora un progetto-pilota, che però si sta diffondendo in tutto il paese. E non basta ancora.

Capre al pascolo

Il fuoco è un buon lavoratore e di sicuro durante l’estate è un cattivo capo. Quindi dobbiamo usarlo saggiamente durante l’inverno“, dice Tiago Oliveira, comandante dei Vigili del Fuoco Rurali portoghesi.

Vicino a Pedrógão Grande, i Vigili del Fuoco Rurali hanno iniziato quelli vengono definiti “incendi preventivi“. Stanno bruciando la foresta ora. In modo che quest’estate ci siano meno legno possibile da bruciare. Ovviamente si tratta di incendi guidati e che hanno lo scopo di fare terra bruciata nelle zone dove è più probabile che il clima sempre più torrido faccia scoppiare di nuovo incendi terribile come quelli passati. E sono fatti col massimo rispetto dell’ambiente esistente.

Ancora Tiago Oliveira:”Dobbiamo cogliere tutte le opportunità durante l’inverno, la primavera e l’autunno, per poter svolgere il lavoro di prevenzione. Trattare la terra con capre, attrezzature meccaniche, incendi preventivi e così via. Quindi, se riusciremo a farlo, in maniera veloce, saremo al sicuro“.

 

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